Cicloturistica: dopo la delusione di Tualis

 

Percorso del 22 maggio 2011

Partenza ore 8.00 – Arrivo ore 13.00
Percorso su strada asfaltata con varie soste.
Dopo la delusione per  il mancato passaggio del giro d’Italia a Tualis (con il conseguente annullamento del gran premio della montagna), all’indomani mi sono diretto a casa, approfittando della discesa per lunghi tratti, facendo delle divagazioni (il lago di Cavazzo, Bordano ecc.)
Pericolosità alta dovuta al traffico su strada

Valutazione su

 


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Cicloturistica: a vedere giro a Tualis

 

Percorso del 20 maggio 2011

Partenza ore 12.40  – Arrivo ore 18.00
Percorso su strada asfaltata con varie soste.
Approfittando del passaggio del giro d’Italia in Carnia, sono andato in treno fino alla Stazione della Carnia, e intercettato i girini a Tolmezzo.
Dopo mi sono diretto a Tualis per vedere la tappa del giorno dopo (che non c’è stata).
Ho fatto Villa Santina, Ovaro e Comeglians prima di immertermi nei duri 5 km finali
Pericolosità alta dovuta al traffico su strada
Valutazione **su *****

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Cicloturistica: pedalando per il Collio sloveno

 

Percorso del 09 aprile 2011

Partenza ore 10.00 – Arrivo ore 18.00
Percorso di tipo enologico, ma senza bere, su strada asfaltata con varie soste
Sono andato in treno fino a Cormons e, a mio modo, ho fatto una interpretazione del Slow Collio, così è chiamata l’andare in bici per il Collio.
Lasciato il centro storico di Cormons, mi sono diretto alla Subida. Pedalando in piste ciclabili (ottime!!!) e in alcuni tratti in strada, a bassa traffico, sono arrivato a San Floriano del Collio
Passato il confine di stato, ho preso la direzione di Gornje Cerovo mi sono riposato
prima della discesa (occhio ai freni!) di Dolnie Cerovo.
Al rientro in Italia sono passato per il bosco di Plessiva e il bosco Romagno e sono rientrato per Premariacco
Pericolosità mediocre al traffico su strada

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Cicloturistica: un pomeriggio a Costalunga

Percorso del 19 aprile 2011

Partenza ore 15.00 – Arrivo ore 20.00
Percorso su strada asfaltata con soste a Valle di Soffumbergo e a Costalunga.
Sono andato per Campeglio e ho tirato il fiato a Colloredo dopo 2 km di salita impegnativa,
ma non tanto quanto quella di quei 5 km successivi per andare a Valle.
E’ stata per me massacrante, per la mia età e per il mio peso. Ho superato tratti al 20%
e sono arrivato sfinito alla piazza di Valle.
Ripresomi mi sono diretto verso il borgo di Costalunga per ammirare uno splendido
panorama e delle architetture esemplari. 
Pericolosità nessuna, salvo essere allenati ad andare in salita
Valutazione **** su *****

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Un “Giro” da Super…Contador: Crostis + Zoncolan (Rinaldo e Giuliano)

Link giro + alcune foto

Una stupenda proposta cicloturistica nella Carnia migliore: due salite mitiche e due amici per la pelle!

(29 luglio 2011) – Metti assieme due “vecchi” e mai domi amici, aggiungi una salita pepata come il Crostis (dal versante di Tualis, quella della “vergogna” del Giro 2011 per intendersi), aggiungici anche lo Zoncolan tanto per gradire … ed eccovi servito un prelibato pasto ciclistico, una giornata in mountaibike con ruote da strada formato “Rinaldo mai-domo” (in allenamento/partenza per la P-B-P la Parigi-Brest-Parigi in agosto) con un arzillo e disincantato, inossidabile ex-vigile del fuoco veronese Giuliano Lattini. Bravissimi! Eccovi in tre scatti che Rinaldo ci regala. L’uno…testimone dell’altro!

Cicloturistica: alle scoperte del Natisone

 

Percorso del 12 maggio 2011

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Partenza ore 9.00 – Arrivo ore 17.00
Percorso di tipo naturalistico, su strada asfaltata con varie soste, tra le quali, segnalo:
l’agriturismo Nonsolocicciole, dove mi sono fermato per il caffè,
l’agriturismo Zaro, dove ho anche pranzato,
e il nuovo campeggio Nadica, appena arrivato in Slovenia.
La strada scorre lungo il fiume Natisone (Nadica) lungo il tratto sloveno fino a Cividale.
Pericolosità legata al traffico sostenuto

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Nanos (slovenia) – nella terra del’orso

Entusiasmati dalla salita della settimana scorsa alla malga Cuar decidiamo di replicare con un itinerario simile per il dislivello proposto ma leggermente più breve (e quindi con maggior pendenza media) ed in tutt’altra area geografica: il carso Sloveno.
Siamo nella valle del Vipacco ed il Nanos può considerarsi l’ultimo monte della catena alpina, questo è l’obbiettivo arrivare alla Vojkova Koca ossia il rifugio posto immediatamente sotto la Pleša (1262 m), una delle cime del Nanos.
Si parte da Podnanos o meglio dal parcheggio di valle della strada asfaltata che porta al Lovski Dom (Figura 1).

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Figura 1: Il punto di partenza.

In corrispondenza del parcheggio un cartello (Figura 2) ci ricorda che siamo nelle terre dell’orso  (obmocje medveda = zona orsi) e invita più al rispetto che infondere timore (naturalmente dico questo perché non l’abbiamo incontrato).

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Figura 2: Il cartello zona orsi.

Si pedala partendo con decisa pendenza su un fondo bello e regolare superando gli imbocchi della galleria dell’autostrada H4 che da Vrtojba conduce a Razdrto.
A quota 550 si giunge ad un tornante dove si gode di una splendida vista della valle del Vipacco e del carso di Comeno (Figura 3).
Il cippo stradale ci ricorda che la strada è stata costruita dai nostri militari nel periodo della grande guerra.

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Figura 3: Il panorama che si apre salendo da Podnanos al Lovski Dom.

A quota 700 si supera una galleria non illuminata ma lunga un centinaio di metri e quindi con sufficiente visibilità (Figura 4).

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A quota 700 si supera una galleria non illuminata ma lunga un centinaio di metri e quindi con sufficiente visibilità (Figura 4).

Dopo la galleria le pendenze si attenuano e si arriva così ad un valico a quota 820 (8,2 km dall’inizio), poco prima di scollinare sulla destra (deviazione di un centinaio di metri) è posta la Lovski Dom che con il suo ampio parcheggio rappresenta il punto di partenza per i numerosi escursionisti che, seguendo il ciglione carsico del Nanos, giungono alla Vojkova Koca da nord-ovest (Figura 5).

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Figura 5: Lovski Dom

Superato il valico si prosegue in discesa dove dopo 200 metri termina l’asfalto. Si continua per sterrato mentre davanti a noi si apre lo splendido panorama dell’altipiano carsico del Nanos (Figura 6) e quindi dopo 1,2 km (9.44 dall’inizio) dallo scollinamento si giunge ad un bivio dove proseguiremo verso destra seguendo le indicazioni per Sveti Hieronim e la Vojkova Koca, proseguendo dritti si devia verso la fattoria Abram.

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Figura 6: L'altipiano carsico del monte Nanos (foto P. Gobbato).

Comincia qui il tratto senza dubbio più duro con rampe cementate dalle pendenze superiori al 10 % (Figura 7).

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Figura 7: Una delle rampe in sterrato.

Dopo il bivio per Sveti Hieronim che si lascia sulla destra si entra nel bosco con pendenze dapprima più blande quindi sempre decise per giungere dopo 13.7 km di salita alla meta ossia la Vojkova Koca (Figura 8); il  rifugio è posto in zona riparata e questo non ci dispiace affatto in quanto il Nanos, conosciuto anche come altipiano della bora, non si smentisce regalandoci fredde folate.

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Figura 8: La Vojkova Koca.

Poco oltre si raggiungono i ripetitori (Figura 9) posti sopra uno sperone calcareo da cui si gode una bella vista dalla conca di Postojna (Postumia) mentre direttamente sotto il Nanos si trova il villaggio di Razdrto e, a destra, la vista spazia sul Carso per raggiunge il golfo di Trieste. A ovest prosegue l’altopiano carsico del Nanos, quindi la vista spazia sulla Selva di Tarnova con il Caven. Purtroppo la foschia non mi ha permesso di documentare il panorama.

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Figura 9: I ripetitori TV del Nanos.

Il ritorno inizia per la stessa strada dell’andata ma, dopo 250 metri dal parcheggio del rifugio (non vi è infatti divieto di transito) si imbocca a sinistra una variante sempre in sterrato che costeggia il ciglione (attenzione a qualche pietra).
Tale sterrato si ricongiungerebbe a quota 1010 con il percorso dell’andata ma circa 150 metri prima di tale bivio si imbocca una rampa cementata in fortissima pendenza per giungere alla chiesa di San Girolamo (Sveti Hieronim – Figura 10).
Attenzione in discesa prima del tornante che porta alla chiesa ad una pericolosissima canaletta anti-ciclista !!!

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Figura 10: La chiesa di San Girolamo (foto P. Gobbato).

Dalla chiesa senza rifare la rampa assassina per prati e tracce di sentiero ci si reimette sul percorso dell’andata. La discesa lungo la strada asfaltata è piacevole e rapidissima bisogna però porre attenzione alle vetture che salgono e, specie in alcuni tornanti, a piccoli massi caduti sull’asfalto a causa del disfacimento dei friabili versanti.

panoramica

Dislivello totale: 1100 metri di dislivello circa.
Distanza: 28 km
Tempo di percorrenza: 3h 30′ ore (con soste)
Pendenza media: 8 %