MTB “GRANDE GUERRA” – Il Monte San Michele e il Brestovi

Il terzo itinerario che ci conduce sui luoghi della grande guerra è molto importante in quanto tocca dei luoghi il cui nome evocano il conflitto in particolare la montagna simbolo delle battaglie che si sono svolte sul carso ossia il Monte San Michele.
Con i suoi 275 metri sul livello del mare è un rilievo strategico tanto da venir pesantemente fortificata dagli austroungarici con un complesso sistema di caverne e ricoveri, e munita di cannoni di grande calibro. L’esercito italiano lo conquistò a prezzo di tantissimo sangue solo durante la Sesta battaglia dell’Isonzo. Fu teatro del primo attacco condotto con i gas sul fronte italiano.
Partenza classica dal centro della città (ma ricordo i percorsi sono rimodulabili con gli altri) si pedala in direzione Ronchi quindi attraverso Selz si giunge a Doberdò del Lago (km 7 dalla partenza) per abbandonare la provinciale n° 15 e dirigerci verso le alture di Polazzo il tutto su strada asfaltata.
Al chilometro 9.6 si arriva la quadrivio delle alture, proseguiamo dritti in direzione Sagrado per giungere passando a fianco della trincea dei razzi “mangiata dalla vegetazione” nei cui pressi abbandoniamo la strada asfaltata per girare a destra e imboccare una bella strada forestale (Figura 1) che ci condurrà al cippo dedicato a Filippo Corridoni (km 10.8 – Figura 2).

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Figura 1: la strada forestale che conduce al cippo Corridoni (sullo sfondo)
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Figura 2: il cippo Corridoni

Pedalando in salita si giunge al km 10.3 al cippo dedicato alla Brigata Sassari (Figura 3) ove abbandoneremo il comodo sterrato per un tratto di divertente single-trak che ci riporta sulla strada asfaltata che collega Polazzo a Sagrado (km 12.2).

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Figura 3: cippo dedicato alla Brigata Sassari

Giriamo a destra per giungere ad un bivio che conduce a sinistra a Sagrado mentre a destra si prosegue verso la nostra meta ossia il Monte San Michele, prima di giungervi però ci soffermiamo a lato della strada asfaltata a osservare la trincea delle frasche (Figura 4 – km 13.3) e ci fermiamo nel paese di San Martino del Carso a leggere e meditare sulla famosa poesia del poeta Ungaretti dedicata al paese completamente distrutto dalle bombe (Figura 5 – km 14.8).

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Figura 4: trincea delle frasche
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Figura 5: il cippo che ricorda Ungaretti e il testo della poesia S. Martino del Carso

Si prosegue sempre su asfalto in direzione del monte San Michele arrivando all’ampio piazzale con cimeli bellici (Figura 6 – km 16.6) ed un balcone che offre una splendida vista sulla pianura e la cerchia di monti che vanno dalle prealpi Carniche alle prealpi e alpi Giulie. Nei pressi del piazzale si aprono gli accessi di postazioni in caverna dell’artiglieria italiana ma l’intera area è ricchissima di trincee, cippi e cavernoni (Figura 7).

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Figura 6: i reperti bellici esposti sul piazzale del Monte San Michele

 

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Figura 7: una delle gallerie del Monte San Michele

Si torna al paese di San Martino scendendo su sterrato sul versante sud e giunti al paese si pedala in direzione del paese di San Michele del Carso ove si giunge dopo 19.7 chilometri.
Alle prime case si volta a destra e ci si dirige verso il Monte Brestovi che si raggiunge su strada sterrata (km 21.4) dove troviamo l’ingresso sud delle cannoniere (figura 8 ) costruite in seguito allo spostamento della linea di combattimento verso il paese di Castagnevizza (Kostanjevica). Le gallerie costruite dai soldati italiani appartenenti alla 3a Compagnia del genio minatori avrebbero dovuto ospitare una serie di 8 cannoni (Figura 9), in realtà non furono mai utilizzate. Dall’osservatorio posto in cima, costruito negli anni 50, si gode un ampio panorama sull’altopiano di Comeno.
Il ritorno a Monfalcone lo si realizza scendendo dalla strada militare sterrata costruita dall’esercito austroungarico che troviamo all’uscita nord delle gallerie, da qui si giunge sulla strada del Vallone (km 23.3) che percorriamo in direzione Iamiano per 1.5 chilometri per voltare in località Devetachi quindi a destra sulla SP 15 che ci conduce passando per Marcottini a Doberdò e quindi a Monfalcone.
In totale circa 36 chilometri e un dislivello di poco inferiore a 600 metri.

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Figura 8: l’ingresso delle zona delle cannoniere del Monte Brestovi
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Figura 9: una postazione di tiro

Giro eseguito da Gabriele nel Febbraio e Marzo 2014.