MTB “GRANDE GUERRA” – Il Parco tematico della Grande Guerra e il monte Sei Busi: tra opposte ma vicine trincee

Con il post odierno inizia la descrizione di una serie di percorsi volti a portare alla scoperta dei luoghi della grande guerra sul fronte del Carso. Gli itinerari non si propongono di fornire approfondimenti di natura storiografica ma vogliono avvicinare il ciclo-escursionista alla scoperta dei luoghi della guerra e dell’ambiente carsico al fine di alimentarne la curiosità e, al contempo, condurlo attraverso percorsi accessibili alle due ruote.

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Il primo itinerario ci condurrà, a partire dalla città di Monfalcone, a scoprire i luoghi di battaglia posti a monte la città stessa sino al Monte Sei Busi giusto sopra l’abitato di Redipuglia e al sacrario militare. Si parte così dalla piazza centrale (Piazza della Repubblica – per chi viene da fuori nei pressi vi sono anche dei parcheggi gratuiti) e si percorre l’intero Corso del Popolo per svoltare a sinistra all’incrocio con viale San Marco per imboccare la Salita Patriarcato e seguire quindi le indicazioni per il Parco Tematico della Grande Guerra. Si supera il sottopasso della linea ferroviaria Venezia-Trieste e si svolta subito a destra incontrando lo sterrato che ci accompagnerà sino alla discesa dal Monte Sei Busi.
Incomincia un bel tratto in leggera salita che ci conduce alla trincea Joffre (Figura 1).

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Figura 1: la trincea Joffre

Si tratta del primo punto di interesse storico che incontriamo e costituisce un importante linea difensiva subito conquistata e rinforzata dagli italiani nel giugno del 1915 che univa la stazione ferroviaria alla Quota 98. Il nome rappresenta una dedica la capo dell’esercito francese Joseph Joffre alleato dell’Italia. Durante lo scavo della trincea, qualche decina di metri a monte dell’attuale strada forestale, venne scoperta una grande grotta che funse da riparo e ricovero, assieme a una cavità vicina, per circa 500 soldati. La grotta è stata utilizzata anche come riparo antiaereo durante la II guerra. Si continua a pedalare su un buon fondo (recentemente sono stati eseguiti dei lavori di sistemazione delle carrarecce – Figura 2)

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Figura 2: la carrareccia dopo la trincea Joffre

Dopo un bel tratto panoramico con vista sul golfo di Trieste (e ahimè anche sulla zona industriale di Monfalcone) si giunge dopo 1.75 km ad un bivio dove voltare a sinistra (indicazioni per quota 85 e 121 – Figura 3).

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Figura 3: il bivio al km 1,75

In salita si giunge così ad un nuovo bivio dove si volta a destra.
Si arriva così ad incrociare al km 2.34 la trincea della Selletta (Figura 4) che collegava i capisaldi austriaci posti alle quote 121 e 85 che ci apprestiamo a visitare.

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Figura 4: la trincea della Selletta

Infatti ad un incrocio di 5 strade posto poche decine di metri oltre la trincea si volta a destra per raggiungibile la quota 85 dedicata ad Enrico Toti.
Tale zona è stata attrezzata come area monumentale (Figura 5) con numerosi cippi che ricordano i reparti che hanno operato e alcune medaglie d’oro cadute in zona.

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Figura 5: la zona monumentale di Quota 85

Per un breve tratto si rientra sui nostri passi tornando al bivio precedente ma continuando dritti in salita verso Quota 121, dopo un breve ma deciso strappo (km 3.2) si giunge ad un bivio dove, voltando a destra, aggireremo sul versante orientale la Quota 121 incrociando le trincee che salgono al caposaldo con il classico andamento a zig-zag creato per limitare l’effetto dello scoppio delle granate (Figura 6).
Verso il versante nord si incontra un’altra linea fortificata dove un cancello sbarra il passo ad uno dei numerosi ripari sotterranei (Figura 7). In tale sito, sino a qualche tempo, fa vi era un altarino dedicato a Maria Regina della Pace che qualche deficiente ha profanato.
Poco oltre si gira a sinistra per salire al culmine del caposaldo che, in tempo di guerra privo di vegetazione, dominava la città e le alture circostanti.
Il sistema difensivo oggi risistemato (Figura 8) è costituito da postazioni per mitragliatrici e caverne ricovero.
A partire dall’agosto del 1916, una volta conquistato dagli italiani, il caposaldo divenne prima linea e fronteggiò le nuove postazioni nemiche di quota 77 (Sablici) e quelle sovrastanti il lago di Pietrarossa.

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Figura 6: le trincee che salgono dalla Quota 121.
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Figura 7: trincee sul versante nord di Quota 121

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Da Quota 121 con una bella discesa si arriva ad un nuovo bivio dove si volta a destra (km 4.1) per giungere dopo un rettilineo ed una salita, ora facilmente pedalabile dopo la sistemazione del fondo recentemente eseguita, ad una discesa che porta alla Trincea Siracusa che si collegava con la trincea Joffre posta più a valle; i pannelli presenti anche in altre parti del parco ben descrivono gli eventi che si sono svolti (Figura 9).
Si continua a pedalare lungo la carrareccia principale per arrivare ad incrociare al km 5.35 la salita che conduce alla rocca; noi volteremo a destra e, in discesa, dopo una curva a sinistra affianchiamo per un breve tratto il percorso all’autostrada Venezia – Trieste che superiamo attraverso un sottopasso.
Poco dopo il sottopasso voltiamo a sinistra per procedere in salita (andando dritti si giunge al centro visite Konver nella zona del lago di Pietrarossa) per arrivare all’ampia sella posta fra i Monti Debeli e Cosici (Figura 10 – km 6.75). Qui si continua a sinistra in discesa e dopo 200 metri altro bivio dove gireremo a sinistra per procedere in salita verso quota 63 e aggirare così il monte Cosici.
Da tale quota vista della rocca di Monfalcone verso sud (Figura 11) mentre verso nord vista delle alpi Giulie.
Da tale altura, scendendo verso nord, si incontrano altre trincee ben risistemate (Figura 12) tali linee erano austriache ma, una volta caduta Gorizia, divennero parte delle linee difensive italiane.

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Figura 9: Il cartello informativo presso la trincea Siracusa
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Figura 10: la sella fra i monti Cosici e Debeli
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Figura 11: quota 63 e, sullo sfondo, la rocca di Monfalcone
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Figura 12: le trincee a nord di Quota 63.

Dall’altura si segue in discesa la linea del metanodotto sino ad un bivio (km 8.77) dove voltiamo a sinistra per raggiungere il ciglione sopra il paese di Selz dove sorge il monumento dedicato ai tenenti Geraci e Guccione caduti nell’ottobre del 1915 (Figura 13).

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Figura 13: il cippo dedicato ai tenenti Geraci e Guccione e, nel retro, altre trincee

Si torna sui nostri passi e si riprende a pedalare verso nord est, si attraversa la provinciale Selz – Doberdò e, sempre su sterrato, lungo il ciglione sovrastante Vermegliano si giunge alla strada sterrata che porta a Doberdò del lago che imboccheremo girando a destra e percorreremo per un centinaio di metri sino a giungere alla zona fortificata del Monte Sei Busi (Figura 14 – km 12).
In tale zona le trincee dei due opposti eserciti sono molto vicine fra loro, durante il primo anno di guerra i combattimenti in tale settore furono molto aspri e sanguinosi per i tentativi italiani di arrivare a Doberdò.

Il ritorno avviene per la sterrato che conduce a Redipuglia che ben presto si trasforma in una comoda strada asfaltata, la piacevole discesa con vista sulla pianura isontina termina in corrispondenza del passaggio a livello sulla linea Monfalcone-Udine qui volteremo a sinistra e, sempre su asfalto, passando per il paese di Vermegliano facciamo ritorno a Monfalcone (in totale 21 km e meno di 400 metri di dislivello).

Giro eseguito da Gabriele il 12 Gennaio 2014.