Hrastovlje: doveva essere una sgambata …


In una zona ricca di castellieri si delinea un percorso ricco di suggestioni d’altri tempi – Tra storia e leggenda – E quando la fatica si impossesserà del vostro ardimento, ecco che comparirà … la “Danza macabra”

Poco oltre al confine con la Slovenia, anche se arrivarci non è semplice, c’è una vallata dove il tempo pare essersi fermato: il villaggio di Hrastovlje.
La zona è ricca di castellieri, castelli e chiese antiche e proprio una di queste è il principale richiamo del villaggio.
Su un rialzo calcareo sorge infatti la chiesa dedicata alla SS. Trinità.


E’ in stile romanico-gotico e fu consacrata nel 1475, la costruzione è architettonicamente interessante in quanto è protetta da mura e due torri che fungevano da vedette contro le scorrerie turche (Figura 1).

@01
Figura 1: la chiesa fortificata di Hrastovlje

La vera ragione della notorietà del monumento sta però negli affreschi interni (visita a pagamento) e che raffigurano scene diverse: la più celebre è quella della “Danza Macabra” a significare il senso di uguaglianza di tutti gli uomini di fronte alla morte.
Il percorso ciclistico parte dal parcheggio della chiesa e segue l’itinerario denominato K3 descritto nella (http://map.portoroz.si/it).
Il percorso, classificato come impegnativo si rivelerà tale, soprattutto nella parte finale per la presenza di molto fango che ha reso parte del percorso non ciclabile.
Volgendoci a sud ci dirigiamo verso il paese di Dol girando a sinistra ad un incrocio con una cappella al centro. Passata la chiesa del paese (km 1.5) seguiamo le indicazioni per Zanigrad dove incontriamo lo sterrato. Vi sono alcune rampe che conducono all’antica chiesa di Santo Stefano e da dove si vede il panorama sulla valle della Riźana immersa nella nebbia (km 3.14 – Figura 2).

@02
Figura 2: la valle della Riźana ammantata dalla nebbia

La chiesa tardo romanica di S. Stefano merita una sosta, circondata da un basso muro e da querce non è visitabile (Figura 3). Il campanile ha però una porticina da cui si vede l’interno (Figura 4).

@03
Figura 3: La chiesa di Santo Stefano
@04
Figura 4: la cella campanaria

Continuiamo il percorso lasciando alla nostra sinistra il paese in abbandono e raggiungiamo il sottopasso della ferrovia (km 3.449. Qui la strada inizia a salire ripidamente e, per le mie capacità, diventa non pedalabile causa il fondo di grossi blocchi e i solchi delle acque di ruscellamento.
Si spinge così per circa600 metri; dopo tale tratto inizia una mulattiera che porta al paese di Zazid (km 5.7).
Il percorso continua su asfalto su salita pedalabile, si sovrapassa la linea Divača – Pola (km 9.0) per arrivare ad un incrocio con area di sosta nei pressi del paese di Rakitovec (km 10.5).
Noi all’incrocio voltiamo a destra e, dopo una cinquantina di metri, lasciamo nuovamente l’asfalto per percorrere uno sterrato che, parallelamente alla strada che porta a Rakitovec ci conduce alla fine del paese sino ad un bivio (km 11.5) dove giriamo a destra per scollinare. La strada forestale con qualche bella curva termina in corrispondenza della strada che, girando a sinistra, porta al confine con la Croazia, noi invece gireremo a destra (km 13.4) superando la stazione ferroviaria di Rakitovec (km 15.4 – Figura 5).

@05
Figura 5: la stazione di Rakitovec

Circa150 metr ipiù avanti lasciamo nuovamente l’asfalto girando a sinistra per attraversare i binari della ferrovia e iniziare una splendida cavalcata nella landa carsica seguendo la cresta del versante sinistro della valle della Riźana (Figura 6).

@06
Figura 6: l’ampia cresta del versante sinistro della valle della Rizana verso Rakitovec.

Si arriva così al punto panoramico del monte Kuk (km 19.7).
Da qui si gode la vista del monte Taiano (Slavnik – Figura 7) e, a sud, sui rilievi Istriani.

@07
Figura 7: a sinistra la “cima” del Kuk e, sullo sfondo, il Taiano (Slavnik)

 

Da qui inizia un saliscendi sempre lungo la cresta sino al monte Lačna (km 23.2) dove inizia la decisa discesa verso Kubed che, ad un bivio (km 25.2), si trasforma in sentiero.
Attraversato il torrente si arriva in prossimità di una curva al paese (km 26) dove si gode la vista della chiesa di San Floriano. Si continua su asfalto prendendo velocità ma al primo tornate a destra (km 26.7) imbocchiamo nuovamente uno sterrato che, aggirando due rilievi, ci riporta a Hrastovlje.
Tale tratto si è, alla fine, rivelato essere il più duro per il fondo fangoso tanto da renderlo non ciclabile (da preferire il rientro totalmente in asfalto da Kubed dopo le piogge)
Il percorso lungo in totale 30 km e marcato come impegnativo, si è rivelato tale soprattutto nella parte finale (rientro da Kubed a Hrastovlje) ma piacevole per la varietà del fondo stradale, i panorami (anche con giornate non troppo limpide come quella odierna) e la possibilità apprezzare anche aspetti storico artistici, nonché l’impagabile tranquillità del carso (anche i tratti in asfalto hanno scarsissimo traffico).

Giro eseguito da Gabriele con Piero in data 11/01/2014