Montasio – seguendo la scia dello squalo

Se a Plan de Corones la mente portava a Pellizzotti (vedi http://www.ciclonotes.it/?p=4252 ), il pensiero durante il giro odierno inevitabilmente andava a Nibali dominatore del passato giro d’Italia.
L’anello di oggi ci ha portato infatti ad affrontare la salita all’altipiano del Montasio percorrendo la parte finale della 10 tappa dell’ultima edizione della corsa rosa vinta dal colombiano Uran.
In un pomeriggio di dopolavoro si parte alla ricerca di frescura per un giro breve ma accattivante 13 km divertenti per la varietà del fondo (si passa dall’asfalto allo sterrato) ma, soprattutto, per i paesaggi mozzafiato. Tale percorso lo possiamo considerare uno degli impedibili itinerari per MTB della montagna friulana.
Si parte da Sella Nevea e, passati di fronte al vecchio Rifugio divisione Julia, neanche il tempo di scaldare i muscoli (ammesso che con 34° sia necessario….) curva a sinistra in corrispondenza dell’ultimo tornante che porta alla sella che poi permette di scendere verso il Lago del Predil e via all’assalto dell’altipiano con pendenze che si fanno da subito impegnative (12%), mentre la rampa più dura è posta dopo poco più di un chilometro e presenta pendenze del 20%.

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Figura 1: le pendenze della strada che da Sella Nevea porta all’altipiano del Montasio (fonte: Gazzetta dello Sport)

Per alcuni tratti procedo a zig zag mordendo l’asfalto poi piano piano le pendenze si fanno più dolci quasi a voler disporre il ciclista a trasferire l’attenzione sul paesaggio che si apre innanzi nell’ultimo chilometro di salita.
Lungo il percorso, dipinti, sull’asfalto, i tweet che gli appassionati hanno inviato al quotidiano rosa per celebrare l’evento; nella foto ne proponiamo uno per tutti che un anonimo poeta dell’etere ha postato.

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Figura 2: una delle scritte disegnate per celebrare la salita

Si arriva così al termine dell’asfalto poco oltre il parcheggio punto base per le numerose escursioni ai monti della zona (Cimone, Montasio, Modeon del Buinz ecc..), il giro però non finisce qui, d’ora in poi comincia la parte fuoristradistica.

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Figura 3: ormai si è giunti alla fine dell’asfalto

Dopo il parcheggio troviamo un bivio, a sinistra si prosegue diretti per il Rifugio di Brazzà mentre a sinistra ci si dirige verso C.re Pecol dove termina l’asfalto ed inizia lo sterrato (4.5 km dalla partenza). Una breve rampa ci porta a toccare il punto più alto del percorso da dove si domina l’altopiano quindi inizio della discesa per reincontrare la strada che direttamente dal parcheggio conduce al Di Brazzà.
Anche da qui, per chi ha gambe e voglia, è possibile compiere una deviazione (dislivello aggiuntivo di 120 metri circa) per arrivare al rifugio su un fondo non facile per le pendenze e per la presenza di ghiaia e ciottoli che fanno perdere aderenza alla ruota posteriore.
Noi proseguiamo fra pascoli e Casere con, di fronte a noi, il gruppo del Monte Forato e del Canin

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Figura 4: l’altopiano del Canin

Si segue ora il segnavia 624 direzione C.ra Cregnedul di sopra su uno sterrato dal buon fondo; da Casere Parte di Mezzo inizia una bellissima discesa sino a Casera Larice (7.2 km) quindi con un pò di saliscendi sempre su un buon fondo per arrivare a C.ra Cregnedul (8.8 km – possibilità di ristoro).

 

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Figura 5: la discesa nei pressi di Casera Larice
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Figura 6: C.ra Cregnedul

 

Inizia quindi la picchiata verso Sella Nevea su mulattiera con un fondo che richiede attenzione per la presenza di massi che non permettono di dare troppo del tu alla discesa e per la presenza di ramaglie in conseguenza a di lavori di esbosco.
La mulattiera arriva quindi ad affacciarsi su una pista da sci abbandonata che per gli amanti del downhill può costituire un taglio del percorso (11.7 km).
Noi proseguiamo più comodamente per la mulattiera sino a giungere al parcheggio ai piedi della pista e quindi proseguire su asfalto alla partenza (totale 13.6 km e circa 500 metri di dislivello)

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Figura 7: il Modeon dal Buinz

In definitiva un bellissimo giro che si può assaporare anche come dopolavoro per riappacificarsi con il mondo e la natura.

Giro eseguito il 25-07-2013 da Gabriele, Giorgio e Michele.