ITINERARI MTB – Lande carsiche

La pioggia, nonostante le previsioni, risparmia l’isontino questo pomeriggio.
Niente di meglio che inforcare la sella alla ricerca, nelle vicinanze, di qualche tratturo non ancora percorso.
Si parte così verso Selz dove lungo la via principale del paese si incrocia un cartello turistico che indica i laghetti delle Mucille, volta a destra su sterrato e mi dirigo ai laghi ove un buon numero di persone ha deciso di passare il pomeriggio dedicandosi alla pesca.
Passati i laghetti si giunge ad un bivio dove volto a sinistra per passare a fianco del maneggio e sotto il colle della rocca di Monfalcone e giungere così al sottopasso autostradale.Alla fine del tunnel curva a sinistra e salita alla sella posta fra i monti Cosici e Debeli quindi solito itinerario che mi permette di godere delle lande carsiche lontano dal traffico domenicale e giungere così alle porte dell’abitato di Doberdò.

Al quadrivio della sella proseguo dritto sino a un bivio (6.6 km) dove volto a sinistra e quindi a destra dopo altri 400 metri.
Pedalo in un tratto vallonato passando vicino a delle altane e quindi, prima di giungere sulla provinciale dove volto a destra, a fianco di vecchi bunker posti a presidio del nostro confine orientale (altri tempi per fortuna!).
Breve tratto sulla provinciale e, passata la chiesa di Doberdò, si gira a sinistra seguendo le indicazioni per Polazzo.
Giunti al quadrivio che porta a sinistra alla fattoria e a destra a Marcottini, si prosegue dritti e si torna sullo sterrato in corrispondenza della trincea dei razzi (volta a destra 13.1 km) si passa così sotto al cippo dedicato a Filippo Corridoni e al bivio si volta a destra immersi nel verde del carso.
Si continua sempre lungo lo sterrato principale sino a giungere ad un bivio (14.8 km) dove si volta a sinistra per dirigersi verso il paese di San Martino.
Arrivati all’asfalto si prosegue verso destra scollinando e dopo una rapida discesa si arriva ad una curva a gomito (16.7 km) dove si prosegue dritti su un tratto di nuova viabilità tagliafuoco.
Volta a sinistra al bivio e quindi, pedalando fra i tipici muri a secco, si giunge ad un altro bivio dove volteremo a destra per arrivare a Marcottini e reincontrare l’asfalto.
Giunti al paese volta a sinistra e, in leggera salita, si arriva incrocia nuovamente la provinciale 15 che congiunge Doberdò al Vallone; l’attraversiamo e continuiamo a pedalare su asfalto per circa 500 metri dopo di che gireremo a sinistra su di un evidente sterrato che ci condurrà a Visintini.
Di fronte a noi il Brestovi (Figura 1), lungo la discesa incrociamo anche delle postazioni militari (Figura 2) e alla base una casermetta dismessa.

 

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Figura 1: il monte Brestovi visto dalla discesa per Visintini
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Figura 2: bunker sopra il paese di Visintini

Giunti al paese volta a sinistra e passiamo vicino alla cappella dedicata ai caduti Ungheresi e su asfalto ritorniamo sulla provinciale 15 in corrispondenza dell’abitato di Devetachi.
Attraversiamo la provinciale e quasi di fronte a noi (verso il vallone) riprendiamo nuovamente lo sterrato che in salita ci porterà al paese di San Michele del Carso.
La salita porta ad un bivio (20.3 km) dove proseguiremo dritti mentre a destra si andrebbe sulla cima del Brestovi. Dopo tale bivio la salita, che nel primo tratto risulta abbastanza impegnativa, spiana. Prima del paese le pendenze tornano a farsi un po’ più impegnative ma le maggiori difficoltà consistono nel superare delle odiose canalette di scolo (per la verità più pericolose in discesa).
Tornati sull’asfalto si gira a sinistra (21.8 km) e quindi si procede in direzione San Martino che si raggiunge, si supera e quindi giunti sulla provinciale (24.1 km) volta a destra in direzione di Sagrado. Decido di proseguire su asfalto lasciando a sinistra la trincea delle frasche e in discesa si giunge al bivio che torna alle alture di Polazzo (26.2 km).
Dopo circa 700 metri volta a destra e si riprende lo sterrato, si arriva così alla strada bianca che dalle alture di Polazzo porta all’abitato omonimo (27.8 km); si volta a destra e si prosegue in discesa.
Al bivio che si incontra dopo un centinaio di metri si volta a sinistra per seguire il percorso dell’oleodotto (Figura 3) sino a reincontrare definitivamente l’asfalto in corrispondenza della strada che da Redipuglia porta al monte Sei Busi.

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Gabriele Peressi