Il monte Hermada preso in giro

Si torna a pedalare (in realtà non si è mai smesso) la prima vera giornata primaverile suggerisce di cercare un tragitto che faccia apprezzare il tepore del sole.
Decido di saggiare un percorso da me non ancora provato in tale forma ovvero la “circumpedalazione” del monte Hermada.
Su questo storico monte ero già stato con la MTB sulla cima ma non ero mai disceso verso Brestovizza come fatto oggi.

Il monte è strategico per la posizione tanto che la sua cima venne abitata già in epoche preistoriche come testimoniano i resti dei castellieri presenti sulle sue propaggini mentre durante la prima guerra mondiale fu baluardo inespugnabile dell’esercito austro-ungarico a difesa di Trieste.
Per arrivarci partendo da Monfalcone si pedala in direzione della rocca e, al parcheggio prima della sbarra, si volta a sinistra per evitare una partenza col botto ossia la rampa asfaltata che porta al fortilizio.
In realtà lo sterrato molto sconnesso che si incontra subito e una breve rampa rendono non troppo agevole anche lo scollinamento del colle della rocca anche con tale variante.
In discesa si arriva nella zona delle Mucille e, passando sotto l’autostrada, si prosegue sempre su sterrato in direzione del centro visite Konver e del lago di Pietrarossa che si lasciano sulla destra.

In salita si sale verso il Vallone che si raggiunge dopo circa 5 km in una zona per la verità non troppo bella per la presenza di tralicci e impianti; si attraversa la strada in un punto che offre buona visibilità e quasi di fronte ci si rituffa nello sterrato seguendo per un tratto la strada di servizio dell’oleodotto; da qui in poi si sale su sterrato che alterna tratti in discreto stato e tratti con presenza di blocchi e ciottoli che rendono talvolta impegnativo il procedere. Prima di Medeazza breve tratto in asfalto, si supera il borgo e si volta a destra in salita, con discese e salite si arriva ad un punto ove si può godere di una bella vista sul golfo di Panzano.
Dopo 10.6 Km si giunge ad un bivio, volta a sinistra e salita che aggira una profonda dolina che porta a Case Coisce il punto più alto del tracciato (244 m slmm).

Si tratta di un’antica fattoria composta da più edifici anticamente posseduta dai signori di Duino, tale complesso è stato poi trasformato in sede di installazioni militari durante la grande guerra ma anche durante gli anni dell’amministrazione alleata (1945-1954).
Superato il bivio con il sentiero che porta in cima al monte Hermada, in discesa su asfalto ci dirigiamo verso Ceroglie; si deve però abbandonare l’asfalto per girare a sinistra in corrispondenza di un qudrivio molto evidente (12.3 km), si giunge così all’abitato di Ceroglie che superiamo per  riprendere a monte del paese la salita sterrata sul versante orientale del monte Hermada.

Dai 144 m di Ceroglie si arriva in territorio sloveno alla quota di 210 metri dove dobbiamo voltare a destra in corrispondenza di un bivio e in discesa puntare su Brestovizza (15.3 km dalla partenza).
Dal bivio, prima di scendere, da ammirare la vista sul vallone di Brestovizza e sul Nanos; la discesa è stata recentemente sistemata, una certa attenzione bisogna porre alle numerose scoline create per evacuare le acque di ruscellamento della strada forestale.

Si giunge così dopo 18.3 km a Brestovizza un paese che è stato completamente distrutto durante la prima guerra.
Da Brestovizza non si lascierà più l’asfalto e, attraverso il valico di Iamiano si torna in Italia per arrivare a Monfalcone passando per il lago e l’abitato di Doberdò e per Selz.

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Dopo Medeazza sotto l’Hermada
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Vista sul Golfo di Panzano
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Fattoria Cosici
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Inizio della discesa verso Brestovizza, sullo sfondo il Nanos
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Massiccia panca che ben si adatta all’ambiente
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La strada che da Brestovizza porta a Iamiano