Panoramica delle Vette

La giornata si preannuncia stupenda, come da previsioni, l’anticiclone Bacco imperversa sulla penisola e quindi si decide per una classica d’alta quota che, come scritto in altri siti, non può mancare a un vero biker: il Crostis.
Partiamo in tre e Michele, parafrasando un mio precedente titolo, mi suggerisce il “lancio” della descrizione che state leggendo ma che ho opportunamente cambiato alla luce della mia “prestazione”.
La partenza è fissata a Ravascletto (910 m) per guadagnare un po’ di quota rispetto la partenza da Comeglians (550 m) e, nel compenso, godersi la pedalata.
Il tratto in falsopiano lungo la strada che da Ravascletto conduce a Tualis, nel mio intento originario, doveva aiutare a scaldare i muscoli; partendo dalla stazione della Funivia e percorrendo via Monte Zoncolan per raggiungere il centro del paese quello che doveva essere un dolce riscaldamento si è rilevato un vero antipasto della salita che ci avrebbe aspettato in seguito (il nome doveva del resto suggerire qualcosa…..). Il consiglio è pertanto, qualora partiate dal parcheggio della funivia, di tornare verso Sella Valcalda e dal bivio principale entrare in paese.
Fino all’abitato di Salars la strada con prosegue con saliscendi e quindi comincia una piacevole discesa nel bosco sino a Tualis (900 metri – 5.1 km) dove inizia la salita del Crostis nel punto che rappresenta anche la partenza della Carnia Classic. Da qui in poi non vi è per circa 10 km un attimo di respiro in quanto le pendenze sono sempre comprese tra il 9 e il 14%.
Nei primi 8 km di salita il fitto bosco di abeti porta un po’ di sollievo mentre gli ultimi 2-3 km si esce allo scoperto e il sole rende le ultime rampe più faticose anche se il paesaggio diviene di una bellezza incomparabile (Figura 1, Figura 2 e Figura 3).

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Figura 1: Tornante poco prima dell’uscita definitiva dal bosco (foto Liva)
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Figura 2: le ultime terribili rampe (Foto Liva)
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Figura 3: I monti di Volaia seminascosti dalle propaggini del Crostis

Si giunge così al culmine della salita posto a 1934 metri (15 km) dove si tira il fiato, si gode il panorama e si può trovare eventualmente ristoro alla Casera Chiadinis posta poco più a valle (Figura 4).

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Figura 4: Casera Chiadinis

Da qui in poi dopo un tratto in discesa (Figura 5) la strada poi prosegue a mezza costa, l’asfalto nei pressi di Malga Crostis (Figura 6) lascia il posto allo sterrato che ci accompagnerà sino all’inizio della discesa (22 km).
I 5-6 km di sterrato sono spettacolari, sarà per la giornata magnifica sarà perche le pendenze d’ora in poi nei pochi tratti di salita permettono di gustare appieno il panorama (Figura 7).
Prima di iniziare la discesa troviamo amanti di sport estremi che aspettavano il momento propizio per librarsi in volo (Figura 8), mentre di fronte a noi la sagoma dello Zoncolan (Figura 9) forse una delle prossime mete.
Dal km 22 inizia la veloce discesa in asfalto sino a Ravascletto, il traffico da noi incontrato è pressoché inesistente ma l’attenzione deve essere massima in quanto la strada (come quella in salita) è piuttosto stretta e le franate vanno dosate con sapienza.
In totale 32 km appaganti dove lo “spread” con molti degli altri percorsi descritti in questo sito è notevole.

 Gabriele Peressi

giro eseguito l’8 settembre 2012 con Piero e Michele

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Figura 5: Il primo tratto di discesa in asfalto
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Figura 6: Malga Crostis
Panorama
Figura 7: Panoramica della Panoramica
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Figura 8: Quei pazzi delle macchine volanti
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Figura 9: Davanti a noi lo Zoncolan…..