Plan de Corones – Pendenze impossibili sulle orme del Pelli

http://www.plan-de-corones.com/san-vigilio-di-marebbe.asp

E’ il giorno del “gran giro” lasciata la famiglia a riposare sono intenzionato a fare quella che per me resterà un’impresa ossia la salita del Plan de Corones partendo da San Vigilio di Marebbe.
Il giro in realtà non ricalca, se non nell’ultima parte, la salita della cronoscalata rosa ma l’ho voluta rendere più fuoristradistica e, per alcuni versi, più dura.
Si parte nei pressi del centro (strada Paracia 1255 metri slmm) e quindi ci si dirige su strada asfaltata in direzione Torpëi (1355 metri) anziché continuare su strada asfaltata in direzione Pinei si volta a sinistra (km 1,8) e si prende uno sterrato che ci condurrà sino ai 1400 ossia a metà dell’impianto di risalita Miara dove si rincontra l’asfalto e la salita si impenna sino al rifugio Miara (km 4,0).
Dopo un brevissimo tratto in piano si continua a salire sempre su asfalto verso il passo Furcia le pendenze arrivano al 15% (Figura 1), prima di entrare nel bosco (dove la strada torna sterrata – Figura 2) si apre la vista della valle (km 4,8); le pendenze diminuiscono e si arriva in falsopiano al passo Furcia (1750 m – km 7 – Figura 3).

Figura 1: La valle di San Vigilio (sullo sfondo) dai prati sopra il rifugio Miara
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Figura 2: lo sterrato che porta al passo Furcia
Figura 3: Il passo Furcia

Da qui inizia la salita che porta al Plan de Corones ossia la salita del Giro i 12 tornanti della salita sono ognuno dedicato ad un grande ciclista del passato da Bartali a Pantani (Figura 4).
Le pendenze sono subito importanti 12% con un tratto al 20% (Figura 5) ma niente rispetto a quanto ci aspetta nell’ultimo chilometro salgo pertanto in riserva sapendo quello che mi aspetta e con l’intento di farla tutta in sella.
A quota 2064 (km 10) dopo tratti che non scendono mai sotto il 9 % si arriva finalmente a 1 chilometro di falsopiano con pendenze del 3% dove tirare il fiato in vista del tratto finale (Figura 6).
Da tale tratto si scorge la cima (Figura 7) e si arriva così all’ultimo tornante che è dedicato a Pantani (Figura 8).

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Figura 4: Il settimo tornante dedicato a Gino Bartali
Figura 5: Le pendenze della cronoscalata del giro (dal chilometro 11.650 il percorso descritto coincide
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Figura 6: Il falsopiano prima dell’ultimo mortal chilometro
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Figura 7: La cima di Plan de Corones
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Figura 8: L’ultimo tornante dedicato a Pantani

L’ultimo chilometro è infernale con due muri al 22 e 24 % che rendono arduo il rimanere in sella anche procedendo a zig zag. Per fortuna un po’ di copertura nuvolosa e l’ancora discreto stato del fondo (non è così per alcuni tornati e alcuni tratti della salita) mi consentono di arrivare in vetta senza mettere il piede a terra !!!!
Arrivo a mezzogiorno in tempo per vedere la campana concordia suonare (Figura 9) e mentre viene riposto il tabellone che ricorda il tempo impiegato da Pellizzotti e Garzelli per compiere la cronoscalata nel 2008 e nel 2010 (Figura 10)… per decenza non svelerò il tempo impiegato per compiere i 12.2 km sin qui percorsi ….

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Figura 9: La campana Concordia – cima di Plan de Corones 2270 metri
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Figura 10: Il cartello celebrativo dell’arrivo della cronoscalata del giro d’Italia

La discesa la compio passando per il lato che guarda verso Brunico sempre su sterrato, durante la discesa si incontra l’attacco della pista di downhill (Figura 11) che scende verso Riscone.

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Figura 11: L’attacco della pista di downhill

A quota 2090 (km 14.2) si arriva ad un bivio dove si volta a sinistra per giungere con alcuni saliscendi al rifugio Graziani (Figura 12) e dove dopo 17.2 km si rincontra lo sterrato del giro. In picchiata si arriva al Passo Furcia da qui punto in direzione san Vigilio per la strada principale.
Entusiasta dell’impresa decido a Costamesana (km 21.9) di allungare il giro voltando a destra e passando così a visitare alcune Viles quali Frena, Fordora e Biel (Figura 13) percorrendo tratti misti in sterrato e asfalto per arrivare a Pieve di Marebbe (km 27.2) e tornare su asfalto, lungo la strada principale, a San Vigilio dopo 32.3 km.

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Figura 12: Il rifugio Graziani 2098 metri
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Figura 13: Les Viles di Biel