SELVA DI TARNOVA 2 – Il richiamo della foresta

I temporali previsti in montagna ci consigliano di scegliere un itinerario diverso, posto più a sud, dove la stabilità in mattinata era maggiormente garantita (così le previsioni).
Volendo fare salita e sfuggire alla calura che i temporali della notte non hanno mitigato decidiamo di assecondare il richiamo della foresta e tornare (almeno io) nella Selva di Tarnova.
Per quanto riguarda lo sfuggire alla calura l’obbiettivo viene raggiunto, la temperatura al punto di partenza di Lokve (944 metri) non supera infatti i 17°, ora non rimane che pedalare.
La prima parte dell’itinerario ricalca quella da me fatta nel 2010, ci dirigiamo cioè in direzione Mala Lazna – Predmeja dove la giornata ci regala una prima scena bucolica le mucche portate al pascolo e “guidate” dal pastore in bicicletta; evidentemente la vocazione della zona che ben si presta alla pratica di questo sport trova conferma anche nel “condizionamento” della vita quotidiana (Figura 1).

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Figura 1: il bici-pastore verso Mala Lazna

Si affronta la prima salita dove l’asfalto cede il passo allo sterrato e che ci condurrà sino ai 1100 metri di Mala Lazna (Figura 2).

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Figura 2: Mala Lazna

Lasciamo la strada principale e continuiamo a pedalare in direzione Ledenica (Grotta del ghiaccio) che raggiungiamo dopo circa 6.6 km, per una mulattiera scendiamo sino a uno spiazzo con tavolo e panca e continuiamo a piedi per un breve tratto sino a scorgere l’ingresso (Figura 3).

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Figura 3: l’ingresso della grotta del ghiaccio

La pioggia della notte ha reso viscido il sentiero e avendo le scarpette da bici ed essendo privi di torce decidiamo di non visitarla all’interno; si vuole solo ricordare che tale cavità è interessante perché al suo interno si trova del ghiaccio perenne, che veniva trasportato nel sec. XIX addirittura in Egitto.
Percorriamo a ritroso la mulattiera e continuiamo la salita aggirando il versante occidentale del Golaki ed arrivare ad un bivio dove, proseguendo a piedi per un breve tratto si potrebbe giungere alla Iztokova koča pod Golaki (rifugio del Golaki).
Abbiamo si qui percorso 9.4 km e siamo a quota 1230m, il giro è agli inizi, pertanto procediamo celermente per giungere dopo 11.4 km alla strada che congiunge Lokve a Predmeja. Un piacevolissimo tratto in discesa ci porta da quota 1200 a quota 1030 dove, al km 14 troviamo l’indicazione per il monte Čaven (Figura 4).
Si torna a pedalare un salita sempre su sterrato (Figura 5) salvo per un breve tratto di circa 600 metri (breve rampa) in asfalto che porta al belvedere sulla valle del Vipacco e Predmeja (km 17.6).

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Figura 4: Il bivio per il Caven
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Figura 5: La salita verso il Caven

Dopo 18 km dalla partenza arriviamo alla Koča Antona Bavčarja na Čavnu (1242 metri), si prosegue in direzione Tarnovo evitando parecchi bivi si giunge alla Lovska koča una bella casa gialla da prendere come riferimento (km 26.6, Figura 6).

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Figura 6: La Lovska koča

Prima di giungere alla Lovska koča è stata rispettata la tradizione che mi vede nella Selva di Tarnova perdere la retta via di dantesca memoria e non rispettare il percorso pianificato che prevedeva un itinerario diverso (nonostante il GPS).
Tale bivio facilmente riconoscibile è però da tener presente per chi volesse, come noi oggi, “tagliare” la Selva per giungere a Lokve non da Tarnovo o Nemci ma tornando a Mala Lazna attraverso la splendida foresta di Smrečje.
Ad un bivio (km 29.6) anziché proseguire dritti voltiamo a destra per arrivare a Mala Lazna aggirando a ovest il Nagnovec (attenzione bivio a sinistra al km 31.9 su breve salita in asfalto).
Si torna così dopo 34.4 km a Mala Lazna e quindi al parcheggio e ai verdi prati di Lokve (Figura 7) dopo aver percorso 38.9 km e circa 880 metri di dislivello.

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Figura 7: I parti di Lokve

Gabriele Peressi – giro eseguito il 12 Luglio con Giorgio e Michele.