MONTE COCUSSO (Kokos) – Pedalando con Caronte

Giornata calda quella di oggi 30 giugno 2012, poco tempo a disposizione ma tanta voglia di muovere le gambe.
L’arrivo di Caronte (l’anticiclone estivo) consiglia di scegliere un itinerario ombreggiato, si parte così da Trieste città meta il monte Cocusso (Kokos in sloveno).
Percorriamo la ciclabile Trieste – Erpelle partendo dalla sua origine (via Gramsci) sino al paese di Mihele (13.5 Km dall’inizio) abbandonando la ciclabile voltando a sinistra e percorrendo una dura rampa asfaltata che porta all’abitato.
Siamo in territorio sloveno, sempre su asfalto, si prosegue sino ad intercettare la strada che porta al valico di Pese che si attraversa per dirigersi verso Vrhpolje lungo una verde e bella vallata.
Si volta a sinistra seguendo le indicazioni per il Cocusso dove inizia la salita che porta in vetta dapprima in asfalto (sino al Km 17.4 con una rampa al 15 %) sino ai resti della chiesa di San Tommaso e quindi su sterrato.
Si arriva così alla cima dominata, come molte cime slovene, da una grande antenna ma con un grande e accogliente rifugio (foto).

Come testimonia il cartello di benvenuto siamo a quota 674 metri slmm, non male come dislivello percorso essendo partiti praticamente dal livello del mare ed aver pedalato in compagnia di Caronte (in realtà in cima la giornata era godibilissima).
La discesa avviene per il versante opposto cioè verso il valico di Lipica la rinomata località sede dell’allevamento equino che nel periodo asburgico ha dato origine ai cavalli lipizzani.
La discesa anche se su una strada forestale è abbastanza tecnica per la presenza di un fondo accidentato, la strada sterrata può essere abbandonata dagli amanti del downhill seguendo i sentieri che scendono anch’essi dalla cima.
Giunti al valico e quindi all’asfalto si prosegue seguendo la trafficata strada che da Lipica porta a Basovizza e da qui alla città attraverso il quartiere di Melara (34.4 km in totale); il grande traffico di una giornata vacanziera e festiva ha richiesto un supplemento di attenzione e ha reso non troppo piacevole il ritorno.

 Gabriele Peressi con Piero

Lascia un commento