SPOSI – Ilenia Lazzaro con Christian Leghissa

Lei è la ciclo-giornalista padovana già “Misss ciclismo” 2005 – Lui è il direttore sportivo del Team 23 RCP Stevens – Per Lei il testimone è Thomas Paccagnella, figlio d’arte del Campione Padovano Ottavio

L'uscita dalla cerimonia a Cadoneghe (foto Giuseppe Cherubini)

(21 giugno 2012)  Fiori d’arancio per la giornalista sportiva e ciclista padovana Ilenia Lazzaro che ha sposato sabato 16/06 nella Chiesa di S. Andrea Apostolo di Cadoneghe (PD), Christian Leghissa, di Duino – Aurisina (TS) direttore sportivo 4° livello del CONI e attualmente alla guida del Team Under 23 RCP Stevens. Filo interruttore del loro legame oltre all’amore anche la passione per la bicicletta che li ha fatti incontrare e continuerà sicuramente a far parte delle loro vite. Entrambi infatti, oltre alla carriera sportiva, si occupano a 360 gradi di promozione e sviluppo del mondo sportivo legato a tutte le discipline del ciclismo, triathlon e corsa. Alla cerimonia, baciata peraltro da una bellissima giornata di sole, sono intervenuti alcuni Vip del mondo del pedale e colleghi della Tv e carta stampata. Testimone della sposa è il ciclocrossista èlite, più volte azzurro, Thomas Paccagnella, figlio d’arte del Campione Padovano Ottavio. Ad immortalare il lieto evento ci ha pensato il noto fotografo padovano Ruggero Cherubini, fotoreporter di ‘Corri per Padova’ e già presente a parecchi matrimoni ‘sportivi’ della città. La sposa, vincitrice del concorso di bellezza nazionale “Miss Ciclismo” nel 2005 e ancora oggi, a 30 anni, con un fisico atletico e longilineo, era fasciata in un abito lungo anni 20, modello Carolina Herrera, nota stilista americana, confezionato a mano dalla Zia . Particolarità: i 200 bottoni che seguivano la colonna vertebrale dal collo fino alla fine dello strascico, lungo 2 metri. A tema Ciclismo tutto il pranzo, con il pannello creato appositamente dalla Jonny Mole Design di Cittadella (PD), azienda di grafica che ha disegnato le ultime maglie al Giro d’Italia, con cui la sposa ha un legame di parentela. Tutti i tavoli portavano il nome di alcune classiche “monumento” del calendario professionistico su strada. Originale anche la scelta del colore, il viola e quello del fiore: l’orchidea, che ha tappezzato sia la Chiesa che tutti i luoghi della festa. A divertire poi i presenti ci ha pensato lo sposo, che ha “ingaggiato” per l’occasione la musica folcloristica del Carso, ben suonata dal gruppo di giovani tutti del ’93 denominati “Kraski Muzikanti”, molto noti in Friuli e Slovenia. (Jessica De Vallier)

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