MONTE CARSO – Tra fortezze e fortini

Avendo a disposizione la sola mattinata programmo un giro piuttosto breve (39 km) e senza eccessivo dislivello (circa 530 metri) gran parte del quale svolto sulla ciclabile della Val Rosandra (Figura 1).

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1: Lo spettacolo della Val Rosandra con la chiesa di Santa Maria in Siaris e il Cippo Comici dalla ciclabile

Il punto di partenza è lo stesso della gita sul Monte Taiano ossia il parcheggio che intercetta la ciclabile posto lungo la strada che da Cattinara porta a Bagnoli della Rosandra in località San Giuseppe della Chiusa.
Si parte da quota 221 m e, con pendenza costante, si pedala per 9.5 km lungo la ciclabile (Figura 2) arrivando alla fine della stessa in territorio sloveno.
La ciclabile termina su una strada asfaltata che si imbocca voltando a destra e, dopo una piacevole e ombreggiata discesa, si supera un ponte per arrivare al paese di Klanec.
La strada in salita supera l’abitato per giungere ad un bivio dove troviamo l’indicazione per Beka (km 12), si volta quindi a destra e si prosegue ancora in salita per una stradina sempre asfaltata.

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2: Uno scorcio della ciclabile

L’ascensione prosegue sino al km 13 circa dove toccheremo il punto più alto del percorso (503 metri), segue un bel tratto in discesa che porta sino all’abitato di Beka (km 15.2) dove si apre un bellissimo altipiano ricco di allevamenti di bestiame.
Dalla piazzetta del paese si prosegue sempre dritti abbandonando l’asfalto per lo sterrato continuando a perdere quota sino al fondo di una valletta e quindi risalire nella parte opposta del versante. Lo sterrato con buon fondo prosegue ma presto lo si lascia per voltare a destra (km 16.4) e per pedalare sempre su una strada sterrata in falsopiano ma con un fondo più sconnesso e ricco di terra rossa (Figura 3).
Al km 17.8 si giunge ad un bivio ove volteremo a sinistra mentre, di fronte a noi, si vede la meta.
Si torna a salire, altro bivio dove continueremo a salire voltando a destra (km 18.2) per giungere così al ciglione carsico che percorreremo voltando a destra (km 18.7) sino alla cima.
Prima di giungere ad essa sosta ad un punto panoramico (km 19) dove si ha una magnifica visione della città di Trieste (Figura 4), la cima del Monte Carso è raggiungibile in sella e sotto un ricovero si trova anche il libro di vetta ove si può eseguire “la punzonatura” (Figura 5).

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Figura 3: Lo sterrato che da Beka sale verso il Monte Carso
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Figura 4: Vista sulla città di Trieste
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Figura 5: Le operazioni di “punzonatura” in vetta

 Si abbandona la cima e, a ritroso per il primo tratto, si segue il ciglione con una serie di saliscendi; al km 21.3 piccola deviazione per un altro punto panoramico che presenta la particolarità di ospitare una vedetta dei graniciari ossia le guardie di confine della ex Jugoslavia (Figura 6).
Dalla vedetta si ha una bella visione del castello di San Servolo (Grad Socerb in sloveno – Figura 7) arroccato su una rupe che si raggiunge poche centinaia di metri dopo (km 21.7 – Figura 8).
La sua costruzione risale al IX secolo ma in seguito venne distrutto e ricostruito a seguito di vicende belliche e incendi. Nato  per difendere il territorio dagli ungari, il castello è stato teatro di innumerevoli battaglie tra gli austriaci ed i veneziani per il controllo del traffico del sale che si produceva nelle saline di Zaule.

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Figura 6: Torretta di controllo dei graniciari
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Figura 7: Il castello di San Servolo e l’abitato omonimo dal ciglione carsico
 

Si continua per un brevissimo tratto su asfalto per una ulteriore breve deviazione verso sinistra (cartello) per vedere l’ingresso  della grotta di San Servolo.

(figura 8) Il castello di San Servolo

Nella grotta il martire triestino si ritirò in eremitaggio a pregare ed a digiunare, dissetandosi solamente con l’acqua raccolta dallo stillicidio della grotta; l’ingresso è chiuso da una cancellata e la grotta è visitabile solo in alcuni orari.
Poco oltre in corrispondenza del cartello che illustra la grotta (Figura 9) si abbandona la strada asfaltata per buono sterrato in falsopiano (km 22.3), si trascura il bivio a sinistra posto 200 metri oltre (che riporterebbe a Beka) e si prosegue dritti per svoltare comunque a sinistra poco dopo (km 23).
Al km 24.3 il falsopiano fa posto alla discesa (Figura 10), questa termina poco dopo (km 25) per lasciar posto alla salita che porta ad Ocizla, uno strappo abbastanza deciso anche se non molto lungo.

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Figura 9: Cartello descrittivo nei pressi della grotta
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Figura 10: Lo sterrato che porta a Ocizla

Al paese (km 26) ritroviamo l’asfalto che ci accompagnerà sino all’imbocco della ciclabile che raggiungeremo seguendo a ritroso la strada percorsa all’andata che reincontriamo al km 26.6 in corrispondenza al bivio per Beka.
La discesa lungo la ciclabile permette di recuperare le forze e di godere dei panorami della Val Rosandra facendo però attenzione ai pedoni e agli altri bikers che numerosi frequentano questa importante e infrastruttura.
Un giro sorprendente per gli scorci e i panorami in un angolo non molto frequentato del carso sloveno.

19-05-2012 – Gabriele Peressi con Piero