Trstelj – il Carso Goriziano e di Comeno “in un sol boccone”

La meta di questo fine settimana doveva essere un’altra, i 1700 metri del monte Lovinzola, ma le previsioni che volgevano al brutto ci portano a scegliere un percorso carsico al fine di evitare i temporali e godere del sole. Alla fine questo non mancherà assieme al caldo (punte di 33°) e trasformeranno gli oltre 60 km in un calvario.
Parto da Monfalcone e pedalo in direzione Ronchi lungo la statale che porta ad Udine per raggiungere i compagni di avventura al casello autostradale a Redipuglia volta a destra e salita verso il Monte Sei Busi ma prima di arrivare alla zona delle trincee svolta a sinistra per seguire su sterrato il tracciato del metanodotto e salire verso l’altopiano di Polazzo.
Arrivati alla strada che collega Doberdò a Sagrado si gira in direzione di quest’ultimo ma percorsi 600 metri si svolta a sinistra (km 10.6) su sterrato per raggiungere e superare cippo Corridoni.
Giunti sulla provinciale che da Sagrado porta a S. Martino del Carso si oltrepassa il paese proseguendo in discesa verso Gorizia ma prima di giungere alla provinciale che collega Doberdò al vallone volta a sinistra per un fuori programma: la cima del Brestovec.
Si sale pertanto su asfalto vero San Michele del Carso e alle prime case si volta a destra (km 15.8) e quindi dopo 300 metri volta a destra dove riprendiamo lo sterrato.
Si giunge così nella zona delle trincee oggetto di recupero e che sta per essere trasformata in un museo all’aperto (Figura 1); la particolarità di tale cima è costituita “dalle Cannoniere” un tunnel di 150 metri sotto la cima (Figura 2), sede durante la prima guerra mondiale di un comando militare austroungarico e poi postazione per cannoni italiani di grosso calibro.

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Figura 1: Pannelli illustrativi nella zona del Brestovec
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Figura 2: Le Cannoniere sotto il Brestovec

 

Si scende su bello sterrato (ma attenzione alle nuove scoline ammazza ciclisti) sul vallone (km 19) dove gireremo a destra in direzione Trieste sino allo locanda da Milio (km 20.4) dove voltando a sinistra riprendiamo lo sterrato (attenzione a non prendere la strada asfaltata che porta alla cava !!) per raggiungere Opatje Selo (Oppacchiasella). Giunti alla piazza si volta a destra a fianco della chiesa si superano alcune villette per poi riprende lo sterrato che ci porta sino a Lokvica (km 25) dove puntiamo verso la torre Cerje oggetto di numerose altre gite e descritta altre volte in questo sito.
Il percorso potrebbe portare a risparmiare l’ultimo tratto di salita alla torre (km 26.4) ma la panoramicità del punto ci porta a fare una capatina anche in tale luogo (assieme alla salita al Brestovec sono tutti fuoriprogramma che alla fine si faranno sentire sulle gambe….).
Continuando dritti dal piazzale dove, voltando a sinistra, si sale alla torre (Figura 3) si abbandona l’asfalto ecologico per riprende lo sterrato in maniera traumatica in quanto in tale tratto è stata riportata della ghiaia di fiume (tondeggiante) che rende difficile pedalare in equilibrio e, nonostante le pendenze non impossibili, ci costringe a scendere di bici per un breve tratto.

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Figura 3: Il piazzale sotto la torre Cerje

Si prosegue con saliscendi tralasciando bivi secondari sin sotto alla cima del Dosso Faiti passando quindi sotto la scritta “Tito” (km 30.3) ben visibile dalla valle del Vipacco e da Gorizia.
Si torna per un breve tratto su asfalto (strada Renče-Temnica – km 30.7) per giungere in salita ad una sella dove a sinistra imbocchiamo lo sterrato che ci porterà al Trstelj (km 31.3 – Figura 4).

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Figura 4: L’inizio dello sterrato che porta al Trstelj

La salita, sempre pedalabile, dal km 33.4 al km 34.1 diviene più dura ed il caldo e il dislivello accumulato mi fanno capitolare, metto il piede a terra e spingo.
Superato tale tratto si giunge in discesa alla strada sterrata “principale” che permette di raggiungere il Trstelj da Temnica e che percorreremo al ritorno, volta a sinistra e dopo un tratto in falsopiano rampa di accesso asfaltata al rifugio posto sotto la cima (Stijenkova koča – Figura 5).

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Figura 5: Il rifugio Stijenkova koča

Le pendenze elevate della rampa sono una dura prova ma non tanto come il tratto prima che a causa di un fondo mollo per la presenza di materiale recentemente riportato mi costringe a mettere a terra il piede per la seconda volta.
Superato il rifugio si sale (svolta a sinistra) verso la cima e, nonostante abbia trovato delle condizioni di fondo migliori delle volte precedenti, anche quest’ultimo tratto lo faccio a spinta.
In cima mi pare spuntino sempre nuove antenne (forse è solo una sensazione – Figura 6) e la foschia di giornata ci permette solo di immaginare il paesaggio descritto dalle balconate  poste a sud e a nord (Figura 7).

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Figura 6: Cima del Trstelj
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Figura 7: Le balconate descrittive della cima

La discesa come detto avviene per la strada di accesso principale dapprima in sterrato e quindi su asfalto, si arriva così sulla carrareccia che congiunge Renče a Temnica dove voltiamo a sinistra per raggiungere il centro di quest’ultimo paese dove ad una fontana facciamo il pieno d’acqua.
Una breve visita merita il borgo con la chiesa in pietra carsica (km 39.5 – Figura 8).

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Figura 8: La chiesa di Temnica

La discesa tutta su asfalto e tutta da godere e ci permette di non pedalare sin quasi al vallone; incontrando 0 auto si passa per Novelo, Kostanjevica na Krasu e di nuovo Lokve per arrivare sul vallone attraverso il valico di Devetachi (km 49.5).
Ripercorriamo il Vallone sino alla locanda da Milio ma stavolta voltiamo a destra lungo la provinciale che porta a Doberdò per arrivare in salita a Marcottini dove pedaliamo a destra in direzione altopiano di Polazzo.
A quadrivio (km 55.5) si prende una mulattiera (indicazioni di percorso in MTB) con direzione Monte Sei Busi che si raggiunge dopo 59 km di fatiche. La discesa a Redipuglia avviene per la strada percorsa all’andata su asfalto. Il ritorno a Monfalcone è stato fatto (per togliersi dal traffico della statale) per la carrareccia che da Redipuglia porta a Vermegliano.

Gabriele Peressi Con Piero Michele

12-05-2012