Malga Cuar fra sole e neve

Giornata quasi primaverile, val la pena di pedalare verso l’alto, l’obbiettivo assieme a mio cognato è fare “una classica” indecisi fra Joanaz e Cuar puntiamo su quest’ultimo.
Si parte dal cimitero di Avasinis dove troviamo due biker friulani intenti a fare lo stesso percorso ci salutiamo dandoci, eventualmente, appuntamento più avanti. Proprio dal punto di partenza si diparte la vecchia strada provinciale abbandonata per un tracciato più sicuro e meno tortuoso che imbocchiamo puntando verso Peonis.
Il fondo è asfaltato ma bisogna dribblare alcuni massi scaricati dai versanti.
Dopo 2.8 km si sbocca sulla strada asfaltata che da Peonis porta alla località Cjanêt e alla valle del Rio Tremugna si tratta dell’inizio della salita che porterà al Cuel di Forchia.
Si seguono i tornanti della strada ricavata su una falda detritica vegetata per circa 4.5 km e quindi la si lascia imboccando a destra (sempre in salita) una strada sterrata che inizia dopo stavoli Soraclap (7.4 km dall’inizio).
La strada dal buon fondo ci porterà sino alla strada asfaltata che congiunge Avasinis a Forgaria (Figura 1).

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Figura 1: La strada che dalla Val Tremugna sale verso il Cuel di Forchia; sullo sfondo il colle di Osoppo e la pianura friulana.

Arrivati all’asfalto si volta a destra in direzione Cuel di Forchia ossia la sella da scollinare per andare da Forgaria a Avasinis; al tornante prima della sella (Figura 2) troviamo i due biker incontrati alla partenza e ci fermiamo con loro per tirare il fiato avendo fatto 680 metri di dislivello in 10.5 km circa (pendenza media 6.5 %).

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Figura 2: L'ultimo tornante prima del Cuel di Forchia dove, alle spalle, si diparte la strada forestale per Malga Cuar.

Siamo a quota 870 e proprio da questo punto si diparte una strada forestale che si dirige verso Malga Cuar.
L’idea è quella di scollinare i Cuel di Forchia e quindi imboccare una forestale che da Stavoli Pra Steppa si dirige verso Malga Cuvii e Malga Amula seguendo l’itinerario bene descritto nel volume di Paolo Sortino “Mountan bike sui monti del Friuli” ma i due amici non stanno molto a convincerci che val la pena, vista la giornata, puntare su Malga Cuar.
La notizia che lo sterrato ha un buon fondo fa si che il dislivello aggiuntivo non generi troppa paura anche se la stagione è appena iniziata e qualche scrupolo di tenuta ce lo facciamo.
Cominciamo a pedalare sino a un belvedere (Figura 3) che consente di assaporare le cime delle Giulie e ammirare da prospettiva, per me insolita, il lago di Cavazzo e il monte San Simeone.
Dopo 300-400 metri si giunge ad un bivio (quota 1096 m) a destra la forestale perde quota per dirigersi verso Malga Gador mentre a sinistra si continua per la Malga Cuar.
A quota 1200 metri una sorpresa, la neve, che a tratti copre la strada costringendoci in certi punti a scendere di sella (Figura 4) per evitare ruzzoloni dato che risulta ghiacciata.

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Figura 3: Il belvedere a quota 990.
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Figura 4: La neve incontrata a quota 1250 verso Malga Cuar.

A Malga Cuar posta a quota 1219 (Figura 5) si arriva attraverso una piacevole discesa dal punto più alto del percorso posto a quota 1271 metri (17.2 km dall’inizio) fra i pascoli che dal versante del monte scendono verso la malga.

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Figura 5: La Malga Cuar (1219 metri).

Sulla cima del Monte Flagjel volteggiano i grifoni del centro di recupero di Cornino mentre verso est si apre uno splendido panorama verso le Giulie (Figura 6).

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Figura 6: Lo spettacolo che si palesa dalla Malga Cuar.

Figura 7: A sinistra la strada percorsa in discesa che da Malga Cuar porta al quadrivio di quota 912 con, a destra, la forestale da imboccare per andare verso Malga Cuvii.

Alla malga torniamo a scambiare quattro chiacchere con i biker che, anticipandoci, hanno condiviso con noi la salita; questa volta non ci convincono a seguirli in un downhill attraverso il sentiero che scende dalla malga e preferiamo continuare lungo la forestale per un più tranquillo rientro e per visitare le malghe Cuvii e Amula che si trovano lungo il percorso.

Si scende su tratti anche cementati a causa delle notevoli pendenze rituffandosi del bosco sino ad arrivare ad un quadrivio di strade forestali a quota 912 metri (Figura 7 – 22 km dall’inizio).

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Figura 7: A sinistra la strada percorsa in discesa che da Malga Cuar porta al quadrivio di quota 912 con, a destra, la forestale da imboccare per andare verso Malga Cuvii.

La prima strada a sinistra rappresenta la via da seguire, si tratta di una strada forestale che, sempre in discesa, ci conduce (segnale) a Malga Cuvii.

Dopo circa 1 km si arriva ad un tornante verso destra con, di fronte, uno sterrato che conduce alla malga. La radura dove si trova Malga Cuvii merita una breve visita ma presto torniamo sui nostri passi consci che le fatiche non sono finite.

Comincia ora un tratto vallonato con numerosi guadi che troviamo anche ghiacciati che ci costringono a scendere di sella, il problema maggiore deriva però dal fatto che sugli strappi la lunga salita fatta incomincia a farsi sentire.

Si raggiunge così Malga Amula (Figura 8 – 26.3 km dall’inizio) e la sua radura che dona la vista sul monte Cuar e la sua malga.

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Figura 8: Malga Amula.

Da malga Amula posta a quota 732 si deve risalire sino a quota 870 su con una rampa che diventa impegnativa a causa del dislivello e dei chilometri sin qui macinati (28 km dall’inizio).
Il falsopiano in un bel bosco con vecchi stavoli ripaga delle fatiche ma la discesa che presto inizia non consente di distrarsi, anche se il fondo è abbastanza buono bisogna dosare le frenate e porre attenzione (come sempre) alle numerose scoline che consentono l’adeguato drenaggio e mantenimento del fondo.
La discesa su strada sterrata termina in località Cuel di Fari dove, dopo una breve rampa, la strada sbocca sulla strada asfaltata che collega Alesso con Forchia Armentaria (34.2 km dall’inizio).
Siamo a quota 521 e vi sono ancora poco più di 200 metri di dislivello da perdere attraverso i veloci tornanti e giungere alla strada che da Alesso ci conduce ad Avasinis e al punto di partenza in circa 3 km (40 km in tutto).

Dislivello totale: 1250 metri di dislivello circa.
Distanza: 40 km
Tempo di percorrenza: 5h 30′ ore
Pendenza media: 7%