LIBRERIA – “Pedali e parole. 50 storie di ciclismo pordenonese” di Giacinto Bevilacqua

Un bellissimo compendio-intervista a tutto il ciclismo pordenonese – Prefazione della Giorgia Bronzini

“Pedali e parole. 50 storie di ciclismo pordenonese” è la prima opera mai dedicata allo sport del pedale in provincia di Pordenone. In questo libro (224 pagine con 200 fotografie) sono raccolte le testimonianze di una cinquantina di protagonisti del ciclismo della Destra Tagliamento: ciclisti di ieri (Maurizio Bidinost, Tullio Bianchettin, Biagio Conte, Alex Corazza, Nada Cristofoli, Gianni Da Ros, Vito Da Ros, Giorgio Gasparotto, Rossella Gobbo, Christian Murro, Gino Pancino, Pietro Polo Perucchin, Patrizio Rampazzo, Saveriano Sangion, Stefano Verziagi, Gianni Vignaduzzi, Pierangelo Zorzetto) e di oggi (Chiara Bortolus, Davide Cimolai, Martina Corazza, Giuseppe Dal Grande, Enrico Gasparotto, Paola Maniago), cicloturisti (Carlo Favot), commissari di gara (Andrea Gaiarin, Demetrio Moras, Maurizio Roman), costruttori (Bandiziol), direttori di corsa (Cesare Benvenuto, Gilberto Pittarella), dirigenti (Gianni Biz e Tino Chiaradia, Gerardo Ciriani, Gianni Dal Grande, Francesco Delle Vedove, Marco Fruch, Eraldo Scipioni), meccanici (Francesco Piccinin), organizzatori (Sandro Sandrin), motostaffette (Manfè Teleciclismo), paralimpici (Giovanni Angeli, Mauro Cattai, Daniela Floriduz), società (Filcas, Liquigas, San Giacomo Cicli Benotto), speaker (Flavio Silvestrin), tecnici (Rolando Bresin, Rino De Candido, Mario De Donà, Gerardo Paduano). Il libro, pubblicato da FuturEdizioni di Vittorio Veneto con il marchio editoriale Sports15, si avvale della prefazione della campionessa del mondo su strada 2010 e 2011 Giorgia Bronzini. Il libro è patrocinato dalla Federciclismo, il Cip (comitato paralimpico), il Csi (Centro sportivo italiano), l’Udace (la federazione amatoriale), il Coni e il Museo del ciclismo di Portobuffolé.

(PEDALI e PAROLE. 50 STORIE DI CICLISMO PORDENONESE – ed.Sports15, 2011, 224 pagine, 10 euro)

Abbiamo scelto di riportare, non a caso, un estratto significativo del libro, dove Giacinto Bevilacqua riprende la testimonianza di un noto ciclista pordenonese che, con la propria esperienza, mettendo a nudo la verità con precisi riferimenti, sancisce la possibilità di ottenere risultati ad alto livello nazionale senza eccedere: “…Avevo la buona abitudine di annotare tutto in agenda: il programma di preparazione, peso, pressione giornaliera, valori ematici, anni prima che la giusta lotta al doping li rendesse obbligatori. Annotavo minuziosamente anche integratori e farmaci che ci passavano. Non posso dire di non aver fatto delle iniezioni da dilettante ma ho sempre saputo cosa andavo ad assumere. Nessuno può sostenere corse a tappe senza integrare con sostanze che aiutino il fisico a recuperare ma non ho mai accettato cure e punture già preparate. Al Giro di Jugoslavia del 1990, a esempio, alle 5 del mattino entrò in camera il medico sociale per l’iniezione, pronta: mi rifiutai e lo rimandai indietro. Spero che oggi ci siano sempre più corridori che agiscono alla mia maniera. Quando lo sport che ami ti impone determinate scelte per competere significa che il tuo limite è raggiunto e sta a ciascuno decidere se smettere o se voler diventare il campione che non è. Per alcuni doparsi rischia di diventare uno stile di vita, ma uno che è imbroglione nello sport lo è anche nella vita di tutti i giorni.” – Il corridore citato da Bevilacqua può contare nel suo palmares 4 titoli tricolori e, una volta sceso di sella è diventato uno stimato tecnico e dirigente sportivo.

Buona lettura !