De Filippo: “Il rilancio del ciclismo va nel rispetto della libertà dei giovani ciclisti”

Uno sguardo sulla “salute” del ciclismo provinciale udinese, passa attraverso lo sguardo attento ed esperto di Domenico De Filippo, Presidente del Comitato provinciale della FCI. Dalla lunga esperienza di giudice di gara, ne derivano brevi ma accorte testimonianze sullo sport giovanile. Di seguito un’intervista alla ricerca del momento che sta vivendo il ciclismo. Sabato 18 luglio l’apertura della stagione al Velodromo di San Giovanni al Natisone.

De Filippo con l’ambasciatrice del paraciclismo regionale, Katia Aere

Partiamo dal velodromo di San Giovanni Al Natisone: quali sono i lavori di miglioramento dell’infrastruttura? Sono stati effettuati dei lavori di pulizia del manto per eliminare l’alone verde dovuto all’umidità, ripristinati quei tratti di manto che si stavano sollevando e sono stati ridipinte le zone della pista.

Il velodromo è gestito da un nuovo gruppo: puoi farci la descrizione, i nomi, e la loro attività? In questo momento posso solo indicare l’organico: Presidente Ciotti Bruno, Vice Presidente Delle Case Walter, Consiglieri Colloricchio Anna, Damonte Stella, Soci Seriani Francesco e Visintin Stefano. Essendosi appena insediati non sono in grado di valutare la loro attività ma dai nomi che vedo sono persone che hanno molta buona volontà.

Tra poco, a fine luglio, ci saranno i campionati italiani giovanili: sarà un evento sporadico o un “vero” momento di rilancio per il ciclismo regionale? I Campionati Giovanili sono e possono essere un momento di rilancio per la nostra Regione non credo e non vedo uno sporadico evento indipendemente dal periodo che stiamo attraversando in quanto in questi ultimi anni in Regione sono stati organizzati molti eventi sia nazionali che internazionali che hanno richiamato un gran numero di atleti e appassionati.

La FCI al momento ha fatto le linee guida per crono e pista – quali le difficoltà che vedi per strada? Si è vero si è partiti con delle prove individuali per la pista almeno come è stato prescritto dall’ISS, però secondo il mio punto di vista con quei protocolli si poteva iniziare anche a giugno, strada grande dilemma sarà da vedere come si comporteranno i sindaci e i prefetti per il pubblico e per tutte le procedure pre e fine gara.

C’è stato e, in parte lo è ancora, il periodo di “chiusura”, un difficile momento di rottura agonistico. Come hanno reagito i gruppi sportivi udinesi e della tua ex-provincia? Il “Look-Down” è stato un vero trauma per tutte le attività sportive che si sono ritrovate a dover annullare tutta la programmazione degli eventi compresi allenamenti, per il ciclismo è chiaro che l’ormai famoso distanziamento-sociale (non capisco viene definito così sintatticamente per me errato) causa notevoli disagi e preclusioni nell’attività.

Il Comitato che presiedi ha qualche “ricetta” per il riavvio del ciclismo giovanile? Di ricette c’è ne sono tante personalmente direi che è importante che i giovani si divertano senza l’assillo del risultato. I ragazzi debbono esprimersi liberamente, senza avere l’assillo di genitori o ancor peggio direttori sportivi che invece di incentivare lo sviluppo della personalità e lo spirito di amicizia. Invece anche nelle mie esperienza passate di giudica di gara ho visto speso chiedere ai ragazzini sforzi e obiettivi agonistici, impedendo in questo modo di ottenere quella felicità che solo nell’età giovanile si può ottenere.

Da un punto di vista personale cosa ci ha insegnato il brutto periodo appena trascorso? Che purtroppo ci sono dei mali che esistono e che non riusciamo a vedere; occorre che ci sia più rispetto reciproco.

Le crono individuali possono essere considerate una ripartenza per un nuovo calendario gare? Intanto si inizia con le crono anche per non far decadere l’attività e piano piano spero che si possa passare alle gare vere proprie per una ripresa definitiva delle attività.

Giorgio Del Fabbro

Velodromo di San Giovanni al Natisone