Festa del Lavoro con tanti Team in crisi

NEWS – Non si può dire che il ciclismo come tanti altri sport, del resto, sia solamente un evento sportivo.  Con le categorie giovanili, fino Under 23 e amatoriali ci lavorano le officine con i loro addetti, le ditte costruttrici, senza parlare dei direttori sportivi o preparatori. Spese, stipendi, rimborsi, si tratta di un circolo virtuoso che ha un proprio spazio economico e compito sociale.

Più in “alto” però i Team Continental o professionistici però sono in crisi. Il lockdown mondiale ha messo in seria crisi il settore che ha necessità di grandi sponsor: CCC (con De Marchi e Trentin) e Lotto hanno già ridotto stipendi dei ciclisti e licenziato buona parte dei collaboratori addetti. Si sa poco di altri gruppi, ma certamente la lista è destinata anche ad allungarsi. Tra le continental, in Regione FVG il Cycling Team Friuli ha già garantito ai ciclisti la prosecuzione al 2021, e non era dato per scontato, come ha commentato qualcuno. Lo sport giovanile è fermo, calendari FCI fermi fino a tutto giugno. Poi dovrebbe avvenire la ri-partenza: campionati giovanili su pista a San giovanni al Natisone in primis e poi Giro del Friuli VG a settembre. I “quadri federali” e le Asd stanno lavorando in tal senso ma… come si dice dalle nostre parti… “sperin ben”.

Riportiamo il famoso quadro di Zigaina esposto alla Biennale di Venezia nel 1952 “Assemblea dei braccianti sul Cormor” probabilmente il suo capolavoro: rappresenta una forma di “sciopero alla rovescia”, un’azione non violenta, è la mobilitazione del maggio ’50 che coinvolse disoccupati, braccianti e contadini della Bassa friulana. Il quadro è stato donato dallo stesso Zigaina al Museo di Casa Cavazzini a Udine.

Senza voler entrare nel merito artistico (non siamo all’altezza) potrebbe per noi rappresentare anche la volontà dei ciclisti, ovunque e da sempre impegnati a dare il massimo e in questo periodo “sul campo” a combattere la costrizione a casa nel periodo di fermo-attività, comunque continuando le loro sfide “sui rulli interattivi” in una sorte di gara-a-distanza, oppure impegnati con attività “a secco” per non perdere la tonicità muscolare dapprima ottenuta. Ci chiediamo, vedendo questo dipinto, se ci vorrebbe un’assemblea dei ciclisti per trovare valide soluzioni al nostro sport per venire fuori da questo tunnel.

Giorgio Del Fabbro

immagine da www.museifriuliveneziagiulia.com