Livon: i pensieri di un maestro in lockdown

La serie degli interventi “spontanei”, dopo Venchiarutti e Ponta, si arricchisce dello scritto a mano propria di un maestro di scuola elementare solo recentemente in pensione. E’ Luciano Livon, di Ajello del Friuli cha ha iniziato il ciclismo giovanissimo con il gruppo sportivo del suo paese; poi per 10 anni ha abbandonato la bicicletta, rientrando “casualmente” durante un periodo di riabilitazione post-infortunio della moglie. Il ritorno alle gare è stato ricco di soddisfazioni, andando a meritarsi anche alcuni titoli cicloamatoriali, nondimeno sfruttando la predisposizione e l’esperienza maturata nelle gare dilettantistiche giovanili. Sono leggendari i suoi “taccuini”, in cui sin da piccolo ha annotato tutte le sue gare; pochi anni fa è arrivato a quota 1000 e gli amici di Spilimbergo gli hanno regalato una grande festa. (G.D.F.)

 

Una “mazzata” – Quando la sera del 10 marzo il Presidente del Consiglio in televisione ci bloccava in quarantena, il mio primo pensiero è stato: e adesso senza bici come farò? Per me che pratico questo bellissimo sport da tantissimi anni è stata una mazzata (soprattutto a livello emotivo). Pur essendo un ciclista amatore la bicicletta era ed è per me una filosofia di vita. All’inizio non possedendo i rulli (non li ho mai amati) sono rimasto per alcuni giorni inattivo.

Che fare? – Ho approfittato del tantissimo tempo a disposizione per fare alcuni lavori di casa come gran parte di amici e conoscenti. In seguito, quando hanno in qualche modo allentato lo spazio di movimento (500 metri da casa) ho iniziato con camminate e piccole corsette avendo la fortuna di risiedere praticamente in mezzo ai campi, rispettando comunque sempre la regola dei 500 metri.

La nostalgia – In questo periodo devo dire di non aver sofferto tanto l’annullamento via via delle Granfondo a cui avrei sicuramente partecipato (forse perché ne ho fatte tantissime, più di mille) ma il piacere di uscire assieme ai miei amici e condividere con loro i bellissimi posti che abbiamo qui in FVG e anche nella nostra vicina Slovenia. In particolare mi mancano le lunghe uscite (4/5 ore), adesso che posso farlo visto il recente status di pensionato, assieme al gruppo “WA- Amici in Bici” creato apposta per incontrarsi per la classica Tappa Caffè e poi via sui pedali !!!

Uno dei pochi fortunati – A questo punto mi auguro a breve di poter uscire e iniziare un minimo di preparazione per la seconda gara della stagione (Strade Bianche a Siena il 13 settembre) in quanto sono stato uno dei pochi “fortunati “ad aver disputato una gara a inizio stagione la Capriva Mtb, non vorrei che rimanesse l’unica della stagione 2020.

Un po’ di cronistoriaHo iniziato a 13 anni con la partecipazione ai Giochi della Gioventù a Roma. Quindi tutta la trafila da Esordiente a Dilettante fino al 1976 con varie squadre: Fuxia Aiello, Plet Aiello, S.C: Lignano Sabbiadoro e G.S. Marino Rossi – Da Dilettante nel 1976 ho partecipato alla gara a tappe Alpe Adria – Dal 1977 al 1982 sono passato amatore Udace con la SE-AL – Dal 1982 al 1992 ho abbandonato la bici – A seguito di un incidente sciistico di mia moglie mi sono avvicinato al mondo della mtb per aiutarla nella riabilitazione – Nel 1998 ho iniziate di nuove a gareggiare partecipando alle granfondo di mtb – Nel 2006 ho partecipato come amatore al Campionato del Mondo Marathon a Lillehammer in Norvegia – Nel 2007 ho vinto il Circuito Rampitour Italia gare svolte in varie parti della Penisola – Dal 2008 al 2011 mi sono piazzato una volta 3 e 2 volte 2 ai Campionati Italiani F.C.I: Granfondo Strada – Nel 2011 a Graz Campionati Europei Marathon Master mi sono piazzato 4° – Nel 2012 ho vinto il Giro D’Italia Amatori gare Granfondo su Strada in varie parti della Penisola – Nel 2014 ho vinto il Circuito Tricolore Master anche questo in varie parti d’Italia – A livello regionale in questi ultimi anni ho vinto L’Alpe Adria Tour e diversi Trofei Mtb e alcune maglie di Campione Regionale.

Luciano Livon