Marco Ponta: Pedalare ai tempi del COVID-19

Dopo Nicola Venchiarutti, a scriverci i suoi pensieri su questo dannato periodo è il fuoristradista Marco Ponta. Friulano (nato il 20 aprile 1987) ha vissuto a lungo a Colloredo di Monte Albano, ma da poco si è trasferito a Buja. Laureato in scienze motorie a Gemona, ora è militare di carriera, da ventenne aveva abbracciato il ciclocross, specialità in cui ha vestito la maglia azzurra. Buon compleanno Marco! (G.D.F.)

Ma c’è di più. Qui si rivela quella persona positiva come già si era manifestata sui prati del ciclocross: “La mia e le nostre vite sono cambiate radicalmente…Tanti pensieri attraversano la mia testa…Tutto ciò che accade avviene per un motivo, sia esso positivo che negativo…Ciò che non ti ammazza, ti fortifica…. Ripartiamo, aiutiamo chi ha bisogno…”. Insomma uno scritto che invitiamo a leggere d’un fiato….

BUJA – E’ domenica 19 Aprile, ho appena terminato il mio allenamento quotidiano sui rulli nonostante fuori ci sia una bellissima giornata. Se avessi letto questa frase un paio di mesi mi sarei detto: “Ma sei pazzo?”. E invece no, questa è la routine purtroppo. Mai avrei pensato che un virus tanto potente quanto invisibile potesse essere così devastante. Oggi si sarebbe dovuto svolgersi la Tiliment Marathon Bike organizzata in maniera eccellente dall’amico Giuseppe Rossi ma è inutile ripensarci, la mia e le nostre vite sono cambiate radicalmente.

Tanti pensieri attraversano la mia testa, in primis tutti i morti a causa del Coronavirus e il dolore di tante famiglie che non hanno potuto nemmeno salutare i propri cari; oltre alle vittime di queste settimane ci sono ahimè tante altre “morti” non propriamente fisiche: basti pensare alle tante attività commerciali sull’orlo del fallimento, piccoli imprenditori arrivati “alla frutta”. La situazione sembra piano piano migliorare, il popolo friulano si è dimostrato ligio alle regole da rispettare ma, come dicono gli esperti, dobbiamo imparare a convivere per un po’ con questo virus. Per farlo dobbiamo essere ancora più bravi, dobbiamo ripartire tutti insieme nel rispetto delle regole: un’ulteriore chiusura di tante attività commerciali sarebbe, a mio parere, fatale.

La vittoria di Ponta a Cles

Da ciclista mi viene in mente un’idea: lasciamo libertà di circolazione sia a piedi che in bicicletta. In questo modo useremo di meno le auto, inquineremo meno (fattore da non trascurare dato che il COVID-19 colpisce l’apparato respiratorio), la nostra salute ne trarrà giovamento e tutti i negozi legati alle due ruote potranno iniziare a lavorare di nuovo. Tante persone che prima andavano a lavoro in auto ora, visto la bella stagione, potrebbero decidere di acquistare un bici elettrica (approfittando di sconti e contributi regionali). Insomma si verrebbe a creare un circolo virtuoso con notevoli effetti benefici, sia per la salute che per l’economia.

Penso che tutto ciò che accade avviene per un motivo, sia esso positivo che negativo. Gli americani dicono “what doesn’t kill you makes you stronger” … ovvero “ciò che non ti ammazza ti fortifica”: mai come in questo caso calza a pennello. Ripartiamo, aiutiamo chi ha bisogno, acquistiamo italiano privilegiando i piccoli commercianti e continuiamo a rispettare i piccoli accorgimenti di sicurezza che fanno la differenza.

Marco Ponta