Cristian Calligaro, un crossista in crescita

Intervista al 17enne ciclocrossista di Buja che senza tre infortuni in carriera ora sarebbe maggiormente competitivo. Nel “mirino” il podio ai Tricolori.

La vittoria di Calligaro a San Fior


A Santo Stefano hai vinto il ciclocross di San Fior – Sono contento, la prima vittoria di questo inverno, ma è stata una gara senza storia, non avevo i soliti miei avversari impegnati in Nazionale: Olivo, De Pretto e Agostinacchio. Insomma bene dai, una vittoria vale sempre molto, ma … ne ho fatto altre con maggiore soddisfazione. Il percorso si addiceva alle mie caratteristiche e ho vinto facile.

Fai una breve presentazione di te e della tua famiglia – Ho 17 anni e vivo a Buja con la mia famiglia: papà, mamma e una sorella di 11 anni che fa ginnastica artistica, i miei genitori sono sempre molto presenti, mi spingono al ciclismo. Si devo dire che sono fortunato: ho una bella famiglia unita. Mio padre Michele mi segue molto. Sono al 4° anno dell’Istituto Malignani a Udine, seguo il corso di meccatronica.

Ricordi le prime gare di ciclismo? Quali le tue squadre ? – Di ricordi ne ho tantissimi perché ho iniziato da giovanissimo in G1, in pratica appena ho potuto fare agonismo sempre con la Jam’s Bike Team di Buja. Fino all’anno scorso che sono passato juniores 1°anno con il Caneva. Quest’anno con la trentina KTM Alchemist. Ho voluto fare questo sport per passione propria, anche se ho sempre accanto mio padre che da giovane è stato uno sportivo facendo il calciatore ed ora è contento nel seguirmi ad ogni gara.

Quali sono le corse principali che hai vinto o che ti ricordi con maggiore piacere? – Ho fatto tanti, tanti piazzamenti, poche vittorie vere. A dire il vero quella che ricordo meglio e mi rimane nel cuore è stato il cross a Buja attorniato dalla gente del mio comune. Un bel ricordo anche perché l’ho raccolto subito dopo il secondo infortunio L’anno scorso comunque ho vinto due gare: a Nova Gorica e a Salvatoronda, poi la Classifica finale del Trofeo Triveneto. Ma alcuni anni fa facevo anche mountainbike e anche in questa specialità qualche corsetta qua e là ne ho vinte alcune.

Calligaro impegnato in un difficile passaggio

A Buja hai qualche riferimento preciso? Ci parecchi bravi atleti: De Marchi, Milan, Zontone… – Da sempre in pratica sono seguito da Flavio Milan e ho in Jonathan il mio idolo, lui è davvero grande, è alto 1,90 – E’ davvero bravo, va benissimo in pista. Il mio preparatore atletico da quest’anno è Marco Ponta, mi trovo benissimo e mi offre le giuste indicazioni, mi aiuta nelle giornate difficili, in lui ho trovato una valida “spalla”.

Quest’anno con la KTM hai scelto un gruppo fuori Regione – Non potevo scegliere una squadra migliore! Un gruppo che mi aiuta e mi offre i materiali migliori, mi segue ad ogni gara, ho la fortuna di essere l’unico juniores e ho tutti gli uomini con me a seguirmi durante la gara, al 100 per cento. Sono numerosi gli sponsor, l’elenco è lungo ne possiamo contare almeno 17, in cima la Alchemist.

Nel cross, ti sembra di aver migliorato le prestazioni atletiche? – Sicuramente sono migliorato, al Master ho vestito anche la maglia di leader. Purtroppo ho avuto due gravi infortuni, il primo nel 2013, il secondo nel 2015, in entrambi i casi una frattura: una gamba per volta… così ho perso parecchio tempo ed ora potrei essere maggiormente competitivo. Nel 2017 altro infortunio, ma ai legamenti. Speriamo che ora la fortuna sia dalla mia parte.

Tra poco ci sarà un importante appuntamento, i Campionati Tricolori: hai aspirazione al podio? Ci penso alla gara di Schio anche se il percorso non lo conosco, ma non sarà facile, ci sono tanti avversari. In questo momento però mi sento molto competitivo e … si ci penso al podio, ma per scaramanzia non aggiungo altro.

Un problema è la sicurezza stradale in allenamento su strada: come ti senti a percorrere le nostre strade? Hai avuto qualche episodio di scorrettezza? Purtroppo le piste ciclabili non permettono di fare velocità e allora bisogna stare sempre attenti sulla strada. A volte trovi qualcuno che ti fa i “rifili”… mi viene paura. Ma non posso farci niente del resto. Poco tempo fa un’auto proveniente dalla parte opposta, era un Fiat Doblò, mi aveva tagliato la strada davanti per imboccare una strada poco davanti a me sulla destra. Mi trovavo su una viabilità secondaria tra Tricesimo e Udine: ho dovuto inchiodare subito, ho avuto paura, dico la verità. Gli ho alzato la mano… ma tutto è finito lì. Ci deve essere maggiore rispetto per noi ciclisti.

Hai qualche progetto per il tuo futuro? Sicuramente vorrei finire scuola, questa è la cosa più importante. Per il resto, vedremo!

Giorgio Del Fabbro