MTB – L’anello di Spignon (Torreano di Cividale): una discesa mozzafiato su asfalto

Escursione eseguita nel mese di Aprile del 2011

 

Un giro “fuori-porta” di Cividale, un classico: poco dislivello, ma un fondo aspro. E un cippo, un ricordo a un vero uomo: Pierino Graffig, prematuramente scomparso in una brulla e nebbiosa Epifania di tanti anni fa.

Breve giro in parte su sterrato e in parte su asfalto molto divertente e, causa il fondo, anche un po’ impegnativo.
La partenza avviene dal comodo parcheggio della stazione intermodale di Cividale per puntare a nord e dirigersi verso Faedis e Torreano lungo la SS 356, dopo circa 1,9 Km si abbandona l’asfalto e si incomincia la salita che porta al bivio per Spignon.
Il bivio è facilmente riconoscibile per il fatto che in questo punto, dopo una azienda che lavora la famosa pietra piasentina, la strada statale compie una leggera curva per oltrepassare su un ponticello un rio mentre la strada bianca che dobbiamo imboccare prosegue pressoché dritta.
La strada bianca è aperta al transito e, pertanto, non è raro trovare moto che approfittano del fatto che su questo percorso non vige la legge regionale 15/91.


La salita dapprima abbastanza dolce comincia pian piano a rendersi più dura ma con pendenze mai impegnative, il vero problema è costituito dal fondo talvolta molto rovinato causa il ruscellamento delle acque soprattutto nella seconda metà dell’ascesa.
Lungo il percorso si incontrano alcuni bivi ma la strada principale risulta sempre ben chiara e non da adito a errori. Da segnalare solamente il bivio al km 6,4 dove a destra si va verso il Monte dei Bovi (continuare a sinistra) e quelli al km 6,9 e 7,7 che scendono a Torreano.
Al km 5,8 circa incontriamo la targa a ricordo di Pietro Graffig una giovane promessa del ciclismo che proprio qui perse la vita in allenamento.
La fine della salita avviene a quota 660 metri dove si ritrova l’asfalto; in realtà questo non è il punto più alto del tracciato infatti proseguendo a sinistra in direzione Masarolis segue un piacevole falsopiano con tratti in salita e discesa che portano sino a quota 730 circa ove, dopo 13,7 km, si incontra la strada che da Masarolis sale a Tamoris. Svoltando a sinistra in discesa su di questa si scende in picchiata al paese di Masarolis e quindi a Canalutto.
La discesa pur non potendola definire pericolosa richiede un po’ di attenzione soprattutto per la presenza di un fondo non perfetto e di ghiaino.
Dopo Canalutto poco meno di 3 km e si giunge a Torreano e proseguendo sempre dritti lungo la strada provinciale n° 13 si giunge in località la Crosada ove si incontra la SS 356.
Svoltando a sinistra si punta, come indicato, verso Cividale incontrando dopo 400 metri il bivio che porta alla salita iniziale e quindi si ripercorre a ritroso la strada dell’andata.
Merita ricordare che dal bivio per Tamoris è possibile allungare il percorso in diversi modi magari arrivando in vetta al monte Joannaz; ma di questo speriamo di parlarne una prossima volta.  

Gabriele Peressi