Intervista a Nicola Venchiarutti, vincitore della Popolarissima 2019

Ha vinto in maniera perentoria la classicissima gara che si svolge a Treviso, la Popolarissima, ma Nicola Venchiarutti, non è una persona che si monta la testa. Anzi. Da buon friulano rimane a terra con una visione ben chiara su quanto c’è ancora da fare. Abita con i genitori a Osoppo, in provincia di Udine, nato a Tolmezzo il 7 ottobre 1998, ha dapprima fatto per bene la scuola superiore, ottenendo all’esame di diploma di Geometra un bel 87/100 all’istituto Marchetti di Gemona, ma … “Per il momento mi impegno a pedalare, e se non dovesse andarmi bene, ho sempre pronto un lavoro da diplomato”, dice schietto e risoluto.

Nicola Venchiarutti (Cycling Team Friuli) con Fausto Pinarello© Riccardo Scanferla – Photors.it

In che modo hai iniziato a correre? “Ero giovanissimo, alla Bujese ho cominciato con la categoria G1, in pratica il primo scalino dell’agonismo, lì ho corso fino ad allievo. Ogni anno vincevo, mi ricordo anche un’edizione della Trieste-Udine… allo sprint ovviamente. Da allievo il mio compagno Di Benedetto andava fortissimo, ora corre per il pedale Scaligero, ha ripreso dopo un anno di pausa. Poi quando è arrivato il momento di passare juniores ho scelto la Danieli e ho vinto subito la gara di Orsago. Poi ho collezionato 3 secondi posti tra cui alla Coppa Granzotto a Corno di Rosazzo e alla gara di Badoere, in Veneto. Insomma la passione mi ha guidato sempre.”

Che ricordi hai di quei primi anni? “Sono stati tutti bellissimi, mi sono sempre divertito. Dico la verità. Naturalmente da juniores le cose cambiano un po’, i giochi si fanno difficili e si inizia a capire che per guadagnare le vittorie o solo i piazzamenti che contano bisogna sudare. Insomma si capisce lì se conviene continuare e soprattutto fare lo sport seriamente. Alla Danieli ho imparato tante cose sul ciclismo”

Per i tuoi miglioramenti, c’è qualche corridore che ti poni a riferimento? “Debbo dire che non ho un ciclista simpatico che ammiro, nemmeno tra i protagonisti più importanti. Ma trovo ispirazione da quelli che mi stanno vicino. Ho la fortuna di correre in un bel team e debbo dire che a riferimento prendo sia De Marchi sia Fabbro ed anche Pessot. Alessandro ha circa dieci anni più di me e già dai tempi della Bujese era un mito. Fabbro lo conosco perché ci allenavamo assieme al Cycling Team Friuli, lo ammiro perché va davvero forte in salita. Con Alessandro Pessot invece è passato quest’anno in Bardiani e lo conosco parecchio bene, siamo amici, ci siamo allenati fino all’altro giorno e quando possiamo continuiamo a ritrovarci. Amico e persona intelligente, sarà capace di ricavarsi una bella carriera da professionista”.

Il Cycling Team Friuli è più che una squadra: “Si, è davvero una famiglia, mi sono sempre trovato bene. Abbiamo il ritrovo a Martignacco e assieme facciamo proprio “casetta”, nei ritiri dividiamo tutto il tempo a disposizione: ci facciamo da mangiare, ci alleniamo. Scherziamo. Ci troviamo davvero bene, con reciproco rispetto, abbiamo formato un clima ideale per fare lo sport a tempo pieno. Pedalare, farci da mangiare e finire con le pulizie. Sembra impossibile, ma è proprio così”.

Puoi rivelare qualcosa sui tuoi allenamenti? “Il preparatore è Andrea Fusaz, ci fa le tabelle e … partiamo. Con noi molto spesso c’è anche Renzo Boscolo. Personalmente mi piace andare nella zona di Nimis, Tarcento, ma sempre con allenamenti mirati e con un preciso programma”.

Come ti definisci tecnicamente? “Sicuramente un passista, anche veloce, non mi dispiacciono le salite ma che non siano lunghe, diciamo fino ai 3-4 km tengo bene le ruote, poi inizio a fare davvero fatica se fatte a ritmo elevato”.

Una intesi del tuo recente palmares: “L’anno scorso ho fatto 2° a Novo Mesto dove ha colto la vittoria Fortin, ho vinto la gara in notturna di 140 km. a Levane, in Provincia di Arezzo, e la maglia sprint al Giro di Romania. Mi piacciono le gare all’est, all’inizio di quest’anno ho fatto 15° a Izola e 67° al Laigueglia: in Liguria sono stato proprio sfortunato, ho forato ai piedi dell’ultima salita mentre ero nel gruppo di testa, altrimenti avrei potuto sperare in qualcosa di buono. Poi la vittoria alla Popolarissima mi ha dato davvero un’altra dimensione. Ma sono rimasto il Nicola che gli amici conoscono. Questa vittoria mi dà notevole fiducia, è una gara internazionale di livello e mi sono portato a casa diversi punti UCI che contano parecchio!”.

C’è una gara in particolare che ti piacerebbe vincere? “Non ho dubbi, il GP Adria Mobil , gara classe 1.2 del calendario Uci Europe Tour, che si svolge a Novo Mesto in Slovenia il 7 aprile: il posto d’onore dell’anno scorso mi sta ancora stretto…”.

Attendiamo Nicola Venchiarutti a quell’appuntamento! Sempreché non ci sia prima qualche bella sorpresa.

Intervista raccolta il 20 marzo 2019, tre giorni dopo la vittoria di Venchiarutti alla Popolarissima – Giorgio Del Fabbro