Ciclabili e cammini per narrare terrritori

Un’antologia di casi che attraverso arte e design raccontano il territorio

Un libro per ripensare le linee di mobilità attiva, cammini e ciclabili, come progetti di territorio e non solo come progetti infrastrutturali. Il crescente interesse sul tema del viaggio lento è un’occasione per riflettere sulle potenzialità di rigenerazione territoriale attraverso infrastrutture leggere. A cura di VENTO, Politecnico di Milano – autori: Paolo Pileri, Alessandro Giacomel, Diana Giudici, Camilla Munno, Rossella Moscarelli, Federica Bianchi – Ediciclo editore – 192 pagine – 22,00 Euro

E se le ciclabili parlassero, cosa ci direbbero? Questo libro si propone di dare voce a quei fili sottili e leggeri che sono i cammini e le ciclabili con le quali possiamo scoprire territori bellissimi e ricchi di arte, storia, gusto, mestieri e tradizioni. A ben pensarci infatti ciclabili e cammini sono strisce sulle quali si possono scrivere, disegnare e persino ricamare parole, immagini e simboli che raccontano i luoghi attraversati. Bisogna usare fantasia, arte e design per trasformare quelle lingue di asfalto in uno spettacolare biglietto da visita per quei paesaggi. Il progetto tecnico delle lunghe ciclabili, come VENTO, può diventare qualcosa di più di quel che è oggi, ma perché questo accada occorre dilatare la sfida tecnica con un vero e proprio progetto di narrazione territoriale, ben diverso da uno storytelling commerciale. Qui si tratta di un progetto culturale con l’ambizione di rigenerare territori fragili attraverso un altro modo di fare turismo lento.  Nel libro troverete alcune suggestioni catturate qua e là nel mondo, da reinterpretare e a cui ispirarsi per sperimentare nuovi linguaggi capaci di rendere parlanti ciclabili e cammini.

fonte: Ediciclo editore (Portogruaro)