Premi “Dante Ronchi” e “Recioto d’Oro”

La consegna del premio giornalistico “Dante Ronchi” da parte del giornalista Renzo Puliero e di Roberto Ronchi, è stata l’occasione per ascoltare le parole di Giorgio e Paolo Viberti. La serata si è svolta all’interno dei suggestivi locali della Cantina Bolla di Pedemonte (Verona). Il massimo riconoscimento del Palio del Recioto è andato ad uno dei protagonisti della spettacolare tripletta della nazionale URSS targata 1987, l’ospite d’onore Dmitrij Konyšev insignito del “Recioto d’Oro al merito sportivo: “

“La fatica è la miglior medicina per l’uomo e il ciclismo sa metterti alla prova come nessun altro sport” ha ricordato Paolo Viberti citando il grande Mauro Corona. “Siamo onorati di ricevere questo premio perchè ricorda la figura di un collega che per noi è stato un maestro e un compagno di viaggio in tantissime gare” ha aggiunto Giorgio Viberti. 

L’edizione vinta da Konyšev è passata alla storia perchè fu la prima ad essere conquistata da un atleta russo ma anche e soprattutto perchè fu, e rimane tutt’ora, l’unica volta che una squadra riuscì a conquistare tutti e tre i gradini del podio del Palio del Recioto. Konyšev è uno dei “ragazzi” della “corsa dei sogni” che, dopo aver vinto a Negrar (Vr), si è fatto conoscere al Liberazione di Roma, al Giro d’Italia Dilettanti e ha trascorso ben 17 stagioni tra i professionisti aggiudicandosi tappe al Tour de France, al Giro d’Italia, alla Vuelta, ben tre titoli nazionali e due medaglie (un argento e un bronzo) ai campionati del mondo. “Quando arrivai in Italia dalla Russia conoscevo solo tre-quattro corse importanti del calendario italiano e una di queste era il Palio del Recioto. Riuscire a vincerla fu un sogno e la prima conferma importante per me. Vinsi altre gare in Italia ma non esisteva nessuna corsa come il Recioto: per il tracciato selettivo, per la qualità dei partecipanti ma soprattutto per il pubblico. Un pubblico così numeroso e così appassionato non l’ho più trovato” ha spiegato Konyšev, oggi dirigente della Katusha Alpecin. “Lo scorso anno sono venuto a vedere la corsa perchè, 30 anni dopo la mia vittoria, c’era in gara mio figlio Alexander e sono rimasto sorpreso da quante persone mi hanno riconosciuto e sono venute a salutarmi. Questo sport è straordinario proprio per questo motivo, perchè è in grado di unire le persone anche dopo tanti anni; il ciclismo è cambiato, sono cambiate le biciclette, le squadre, il modo di allenarsi ma i valori che questa disciplina porta con sè sono immutati così come la passione della gente sulle strade del Palio del Recioto”.

Photo Credits: Riccardo Scanferla