GIRO D’ITALIA – Una 3 Giorni in Friuli emozionante. E con tanti significati !

Tanti a provare le salite del Crostis e del Zoncolan: Contador, “gli Astana” e “i Liquigas” … e lo spettro della sicurezza stradale

Ci sono stati in tanti: lo hanno provato prima di iniziare il Giro, in salita e in discesa, con la neve, si sono anche fermati alcuni istanti a guardare il panorama mozzafiato. Pare che i locali abbiano visto aggirarsi anche un “condor” proveniente dai Pirenei! Forse si sono sbagliati, era solamente un Contador in fase di sopralluogo! Su questa vetta, perché di Crostis stiamo parlando – che parrebbe aver già superato lo Zoncolan in fatto di “first-imagine-mountain” – sono venuti in prova anche i ciclisti dell’Astana con Kreuziger in testa, i Liquigas con Nibali e C., poi al Giro pare abbiano riferito quanto sia pericolosa questo tratto stradale, discesa inclusa. Poi, al Giro, la carovana ha dovuto imbattersi su un altro “mostro”: la morte improvvisa di un ciclista, di uno come noi. La triste realtà ogni tanto ci ricorda che anche di bici si può perire. E, per cortesia, non diciamo che si tratta di “fatalità” quando si parla di un incidente: o è un cattivo comportamento del ciclista, o una carenza organizzativa o della viabilità. O altro ancora. Di questo ovviamente si sono già occupati o si stanno occupando il personale e gli enti competenti. Al mondo sportivo, a noi che scriviamo o facciamo il ciclismo per passione, rimane l’amarezza di aver perso ancora una volta un ciclista che va ad allungare la lista: Fabio Casartelli (Tour del 1995), Thomas Casarotto (Giro del Friuli elite/u23 del 2010). Rimane l’assoluta necessità di apportare maggiore sicurezza sulle strade del ciclismo. Rimane il fatto che bisognerà pensare ad aumentare le possibilità di educare alla bicicletta chi è giovanissimo ad esempio chi oggi ha 12-16 anni ed è tesserato all’attività agonistica molto probabilmente non ha seguito alcun corso, nemmeno  accelerato, di avviamento al comportamento stradale! Di conseguenza si trova a fare allenamento durante la settimana sulle strade aperte al traffico senza conoscere bene il significato della segnaletica stradale, se non in maniera grossolana e molto probabilmente distorta.

Non sappiamo mai cosa possa passare nelle menti di un professionista quando va forte in discesa, parliamo di professionisti, ovvero ciclisti esperti, che lavorano sulla bicicletta su strade chiuse al traffico: 70-80 orari, per riprendere “quelli che stanno davanti”, rischiano grosso sulla propria pelle, professionisti del pedale, giovani, sono spinti dalla volontà di arrivare, vanno forte, inseguono un sogno, quello di vincere. Fare un “lungo” in discesa è una possibilità scontata, è insita nei rischi del proprio lavoro: una semplice distrazione o un ritardo nel tirare i freni, un malfunzionamento occasionale di un elemento della bici, una cattiva impostazione all’ingresso della curva, un po’ di sabbia sull’asfalto, un niente di niente, un attimo. Ricordate il caso di Andrea Moletta, il ciclista padovano della Gerolsteiner in una discesa nel finale di una Milano-Sanremo (forse era il Poggio?) di pochi anni fa, una direttrice in uscita di curva e via dritto su un palo! Poi la lenta ripresa.

Abbiamo tutti noi sportivi molta fierezza di questa 3 giorni del Giro in Friuli-Venezia Giulia! Gli organizzatori e i volontari rappresentano quanto di meglio possiamo e sappiamo fare. Il direttore di corsa del Giro ha effettuato un sopralluogo alla strada che taglia il Crostis, dove Enzo Cainero & c. han fatto tanti lavori necessari per aumentare la sicurezza ai passaggi dei corridori. Zomegnan al “Processo alla Tappa” ha così parlato: “I ciclisti sono la risorsa migliore e più importante che abbiamo e vanno difesi”. Anche se il Giro dovesse passare sul Pura, facendo l’ipotetica “tappa di riserva”, il passaggio nella nostra Regione sarebbe comunque bellissimo. Intaschiamo di già una nuova immagine, i “media” hanno già parlato del Monte Crostis e della Carnia. E’ stato creato un nuovo volano per il nostro turismo montano. Parliamoci chiaro: nessun ciclista vorrebbe finire fuori-strada, come nessun sciatore vorrebbe finire nelle reti. Nessun condor, nemmeno quello più abile ed esperto, vorrebbe sbattere contro una parete! Al Giro e ai ciclisti la migliore scelta sul percorso!

Di questa 3 Giorni sapete tutto: percorrenze, tabelle orarie, elenco ciclisti, programma di corollario…la Sagra da Scueta a Tualis, da non perdere! Riportiamo le planimetrie in modo di orientare la Vostra scelta. E andate a cercare il ciclista con il nr.24, e se vi capita di imbattervi in Lui, applauditelo o incoraggiatelo, è Alessandro De Marchi, il giovane bujese classe 1986, neo-professionsita che sta cercando la sua strada con la maglia bianco-celeste della Androni-Giocattoli. Lo stesso colore di Fausto Coppi.

Giorgio Del Fabbro