Bandolin: superare le difficoltà con impegno e passione

Segale: “Ritrovare coesione nelle forze ciclistiche dei gruppi sportivi, momenti nuovi di aggregazione con il turismo e riprendere strade tradizionali di cui stiamo perdendo traccia”

Stefano Bandolin con Daniele Pontoni

Una panoramica sulle specialità del ciclismo regionale. Quale migliore riferimento per farlo con Stefano Bandolin da poco più di un anno Presidente del Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia della Fci. Risiede a San Michele del Tagliamento, in Provincia di Venezia, è friulano a tutti gli effetti ciclistici, ha iniziato a correre con il Velo club Latisana, poi è stato direttore sportivo con il gruppo Caneva dove, tra gli altri, ha guidato anche il Alessandro De Marchi, attuale prò nel Team BMC. Poi a Latisana ha creato il Bando Cycling Team, dove ha avuto anche Matteo Fabbro, neo-prò al Team Katusha Alpecin.

Dopo le esperienze da tecnico e dirigente sportivo, quali sono state le motivazioni a mettersi in gioco nella “politica sportiva”? “La volontà di dare la possibilità ad alcune persone dei nostri club a dare nuovo impulso al ciclismo in regione. In particolare avevo spinto un amico di club a candidarsi, poi fattori di lavoro, questi lavora in polizia stradale, hanno fatto cambiare idea, e rapidamente mi sono convinto durante alcune riunioni con i rappresentanti dei gruppi sportivi che avevo quasi un dovere, una responsabilità verso questo magnifico sport.”

Si ricorda com’è stato all’inizio? “Purtroppo la situazione economica si è rivelata difficile, abbiamo lavorato per risolvere alcuni problemi anche di carattere logistico e organizzativo della segreteria. Tuttora abbiamo bisogno di coesione e unità d’intenti all’interno del Comitato e nel rapporto con i club e le Commissioni nonché con gli enti.”

Vediamo alcuni argomenti agonistici, il ciclocross è d’attualità: “E’ sempre bello vedere i ragazzi impegnarsi in questa difficile disciplina destreggiarsi tra fango, salite, cadute, temperature invernali. E’ da pochi temerari. Con il coordinamento di Daniele Pontoni è stato avviato il “progetto cross”: appuntamento dei giovani ciclisti ad ogni mercoledì a Variano dove con la guida e l’esperienza di Daniele, sul tracciato ricavato sulla collina di San Leonardo, gli atleti possono qui trovare una scuola di ciclocross accessibile a chi si vuole cimentare e perfezionarsi in questa specialità che al Friuli Venezia Giulia ha sempre regalato soddisfazioni e risultati.”

Altra specialità è la pista : “A San Giovanni al Natisone da poco è stato rinnovato il direttivo del gruppo, l’attività 2017 pertanto è da considerarsi positiva. Non è stato facile trovare continuità alla positiva gestione di Renato Bagolin, momentaneamente defilatosi dalla guida per motivi di salute. Rimane da trovare una direttiva forte e motivata”.

Su strada il programma delle gare ha visto alcune defezioni durante il 2017 “E molto probabile che queste defezioni continuino anche quest’anno. Il difficile momento economico non permette di raccogliere facilmente gli sponsor per coprire le spese delle gare. Inoltre per gli organizzatori, la sicurezza e l’assistenza nelle gare, oltre agli impegni burocratici, rappresentano un onere non da poco”.

Rivedremo ancora il Giro della Regione Friuli Venezia Giulia? “Credo ci siano i presupposti, ritengo essermi confrontato con le parti interessate, la vicenda è in evoluzione e quindi è bene lasciare ancora un periodo di tempo per lavorare in tranquillità.”

Ci sono altri argomenti sul tavolo, li vediamo con Aldo Segale: “A fine 2017 abbiamo creato il nuovo sito che si è dimostrato più facile nell’utilizzo, ma dobbiamo continuare a tenerlo aggiornato, stiamo cercando valide soluzioni con uno staff motivato e tecnicamente preparato. Abbiamo necessità di ritrovare coesione nelle forze ciclistiche dei gruppi sportivi, momenti nuovi di aggregazione con il turismo e riprendere strade tradizionali di cui stiamo perdendo traccia. L’esempio che ci viene a memoria è stato l’avvenimento delle premiazioni 2017 avvenute al Teatro Ristori a Cividale, una cittadina dove il ciclismo agonistico è di casa da decenni, ma ora sta trovando un periodo difficile. Quelle premiazioni ci devono fare riflettere per trovare nuove sinergie prendendo spunto dall’entusiasmo dei giovani che, in quelle premiazioni sono stati i protagonisti.”

Giorgio Del Fabbro

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