CICLOTURISMO – Buddha Hill (Thailandia): il giro-racconto di Stefano Giacomelli

Stefano è udinese, cicloturista da sempre, un amico che per motivi di lavoro si trova da poco tempo in Thailandia, con una nota ditta friulana, assieme ad altri lavoratori regionali e non solo. Stefano qui ci offre una bella lettura raccontando la sua prima uscita in bici in quella terra lontana. Grazie!

 

STEFANO GIACOMELLI A BUDDHA HILL - THAILANDIA

PATTAYA 8 Maggio, 2011
….e dopo 3 mesi di astinenza mi sono comprato la bici anche qua. Quando sono partito, era il 2 Febbraio, pensavo che in una terra così lontana e così diversa, mi sarei dedicato a molto altro nell’unico giorno settimanale di riposo: la domenica. Ma non avevo fatto bene i conti con la passione, che nonostante tutto, riemergerebbe anche sulla luna. E così domenica 1mo Maggio ho ripreso ad andare.
Qui le condizioni climatiche richiedono un certo adattamento e levatacce anche la domenica: siamo all’inizio della stagione delle piogge e quasi tutti i giorni dall’ora di pranzo a sera, passa il temporalone, magari 1 ora di diluvio che però se ti becca in giro rende la gita più pericolosa di quanto già le strade frequentate dai mezzi più bizzarri e la guida dei locali non conseguano comunque. Già, le strade, bisogna farci l’abitudine agli usi e costumi locali in particolare alla guida dell’auto, ma di conseguenza anche a quella della bici.
Ieri sono partito dal residence Ruen Pisa dove abito in Pattaya alle 7.30 puntando a Sud, costeggiando la sukunvit, arteria principale che corre nell’entroterra seguendo la costa, per le stradine interne sono giunto a Buddha Hill (foto), dove sulla costa dello spuntone roccioso hanno riprodotto in oro il profilo del loro Dio. Li c’è una stradina che con qualche divertente saliscendi fa tutto il giro del collinotto su una stradina asfaltata e praticamente ormai preda della vegetazione rigogliosa che ha creato una specie di tunnel verde ed avanza inesorabile. Poco oltre sulla strada principale tutta un “mangia e bevi” si passa per il Silver Lake, la zona dei vigneti locali, non ho assaggiato nell’occasione, ma ci tornerò, magari in auto ed in compagnia per valutare le capacità dei vinificatori locali…temo non sia il “collio”. Oltre il Silver Lake è ora di puntare di nuovo verso casa sempre reinterpretando la via maestra con tutta una serie di stradine secondarie che passano tra le mille contraddizioni di questo paese, il mio nuovo paese da “emigrante pro-tempore”.
Stefano