MOUNTAIN BIKE – Carso sloveno: di qua e di la del confine, da Monfalcone a Cerje

Per arrivare alla torre Cerje ci vuole una piacevolissima e regolare ascesa di poco più di 3100 metri di sviluppo che da quota 45 porta al parcheggio di Vrh Drage a quota 205 circa

Nel seguito si propone un itinerario che ha come meta la torre di Cerje e che rappresenta un ottimo percorso di allenamento per chi abita nel mandamento monfalconese, consente di percorrere due divertenti salite una in territorio italiano (quella che porta al paese di San Michele del Carso) e una in territorio sloveno (la salita che da Merna/Miren porta alla nostra meta). Il percorso lo si può compiere anche in senso inverso con la stessa soddisfazione percorrendo 46 Km ed un dislivello di circa 560 metri principalmente su asfalto ma con brevi tratti di sterrato.


 

Figura 1: Il percorso proposto

Si parte dal centro di Monfalcone per proseguire in direzione Ronchi, passato il sottopasso della ferrovia VE-TS si lascia la strada regionale per andare in direzione Doberdò del Lago (svolta a destra). Per arrivare a tale località si deve transitare per l’abitato di Selz ove comincia la salita che rappresenta la “porta di ingresso” all’altipiano carsico Isontino e Monfalconese.
A Doberdò consigliamo di svoltare a sinistra in direzione alture di Polazzo al fine di godere al ritorno di una piacevole discesa interrotta solo dalla risalita dalla strada del Vallone.
Giunti alle alture di Polazzo ed in particolare ad un quadrivio che a destra conduce all’abitato di Marcottini e a sinistra al Parco rurale delle alture, si prosegue diritti in direzione Castelvecchio.

Da Doberdò a Castelvecchio il percorso è vallonato, giunti al bivio con la SP 9 si svolta a destra sulla salita che conduce all’abitato di San Martino del Carso  passando per zone tristemente famose per le vicende della Grande Guerra.
Si entra nell’abitato di San Martino (svolta a sinistra) e anziché proseguire per la Via Sacra in direzione Monte San Michele si gira a destra in direzione dell’abitato di San Michele del Carso.
Si prosegue quindi verso Devetaki e, prima di giungere all’omonima Gostilna, si svolta a destra per Savogna d’Isonzo che si raggiunge con una ripida discesa che si innesta sulla SP 13.
Svoltando a destra tale strada conduce a Gabria; in centro paese si svolta a sinistra (piazzetta) e si giunge alla strada del Vallone che non si percorre ma si attraversa per transitare quindi su un tratto del “Sentiero Abramo Schmidt” che porta al confine con la Slovenia (staccionata).

Figura 2: Il confine Italia Slovenia ed un tratto del sentiero Abramo Schmid.
Figura 2: Il confine Italia Slovenia ed un tratto del sentiero Abramo Schmid.

Proseguendo dritti si giunge all’abitato di Merna/Miren sulla strada che dal paese conduce in salita, svoltando a destra, a Castagnevizza/Kostanjevica.

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Figura 3: La salita Merna-Castagnevizza.

Si tratta di una piacevolissima e regolare ascesa di poco più di 3100 metri di sviluppo che da quota 45 porta al parcheggio di Vrh Drage a quota 205 circa.

Figura 4: Il parcheggio di Vrh Drage e l’inizio dello sterrato.
Figura 4: Il parcheggio di Vrh Drage e l’inizio dello sterrato.

A Vrh Drage si lascia la strada asfaltata per svoltare a sinistra in direzione Cerje (la nostra meta) per un gradevole percorso su buono sterrato di circa 2 km che porta ad un trivio.

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Figura 5: Il tratto in sterrato e la meta.

A destra vi è la strada del ritorno che conduce a Lokvica mentre svoltando a sinistra si percorre l’ultimo tratto di salita di 1 km su un asfalto ecologico di recente stesa (vedi articolo su questo sito).

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Figura 6: L’inizio del tratto in asfalto ecologico
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Figura 7: La torre Cerje.

La meta posta a 335 metri è panoramicissima e spazia dalla pianura friulana al Collio e alle alpi Giulie (vista del Canin, Tricorno e tutte le più importanti cime della catena) ma si ha soprattutto una bellissima visione dell’altipiano di Trnovska planota (Selva di Tarnova) e della valle del Vipacco ma anche della costa dalla Laguna di Marano e Grado all’Istria.

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Figura 8: Gorizia, il Collio e le Alpi Giulie da Cerje.
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Figura 9: Il tratto in sterrato nella discesa da Cerje verso Lokvica
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Figura 10: La discesa che conduce a Lokvica.
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Figura 11: La tabella che porta alla “štirna”, nome con cui i carsolini chiamano il pozzo.

Anche in questa zona, così come sul carso Isontino, numerosi sono i richiami alla grande guerra valorizzati dai “sentieri della pace/pot miru”.
Arrivati a Lokvica si punta, sempre su asfalto, con una discesa che si fa più dolce verso il valico di Devetachi; arrivati alla strada che da Merna porta a Oppachiesella e Castagnevizza ci si dirige verso il valico di confine su un tratto di buona pendenza (10%) e si giunge alla strada del vallone.
Al bivio si gira a sinistra percorrendo la trafficata strada per lasciarla, dopo aver percorso un tratto di 900 metri, girando a destra sulla strada provinciale numero 15 per arrivare a Doberdò dopo aver affrontato la salita che porta a Marcottini e quindi un tratto vallonato.
Sempre seguendo la SP 15 si torna al punto di partenza percorrendo a ritroso lo stesso itinerario dell’andata ma godendo della vista che si apre sulla pianura e sulla costa lungo la discesa che conduce a Selz.

Gabriele Peressi